Prealpi Servizi, Agesp e Aspem replicano
La questione riguarda la nomina dei vertici, con la forzatura della corrente di Agorò in Forza Italia. Busto e Varese risponde al centrosinistra gallaratese: "Nel Patto di Sindacato non si era arrivati ad un accordo"
«Non c’era accordo nel Patto di Sindacato». Così Agesp Busto e Aspem Varese rispondono alle critiche piovute sulla nomina dei vertici di Prealpi Servizi, la società partecipata da Busto Arsizio, Gallarate e Varese. Le nomine sono state criticate aspramente dal centrosinistra gallaratese, in particolare quella di Marcello Pedroni come amministratore delegato, fortemente sostenuta dalla corrente di Agorà in Forza Italia. I laici dell’associazione guidata dallo stesso Marcello Pedroni (e che ha in Nino Caianiello l’esponente di punta) hanno "richiamato all’ordine" più volte sui giornali il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, per rivedere le scelte sostenute da Gallarate. Una manovra perfettamente riuscita, ma che ha fatto andare su tutte le furie il centrosinistra gallaratese, che sosteneva l’assetto proposto dal sindaco Edoardo Guenzani e inizialmente fatto proprio anche da Farioli.
Il Pd in particolare ha rimarcato il passo indietro rispetto al Patto di Sindacato sottoscritto a inizio luglio (con l’astensione di Aspem). Ed è su questo punto che tornano Agesp e Aspem, le due società espressione dei Comuni di Busto e Varese: Agesp e Aspem (in una nota non firmata, presumibilmente dai presidenti) «tengono a precisare che l’Assemblea di Prealpi Servizi S.r.l. del 14 luglio 2014 chiamata a deliberare, tra le altre, sul rinnovo degli organi sociali, ha deliberato optando una delle due diverse alternative sottoposte l’una congiuntamente dai Soci AGESP S.p.A. e ASPEM S.p.A., e l’altra da AMSC S.p.A.. Tale scelta si è palesata in quanto la riunione dei partecipanti al Patto di Sindacato, regolarmente convocata e tenutasi in relazione alla suddetta Assemblea, non ha raggiunto un accordo unanime condiviso tra tutti i partecipanti al Sindacato stesso ed al fine di poter dotare la società delle indispensabili e non più procrastinabili figure di governance della Società i cui organi sociali erano scaduti dalla fine del mese di aprile 2014». Insomma, viene respinta la versione secondo cui le nomine sarebbero state fatte in contrasto con quanto deciso dal Patto di Sindacato. Una operazione che secondo il Pd gallaratese costerà anche in moneta sonante a Busto e Varese: è vero? Sul punto specifico il comunicato di Aspem e Agesp non dice nulla.
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