Pro Patria, è ora di dire la verità
Cordate vere e fasulle, l'esodo di staff, giocatori (e presidente) verso Reggio Emilia, Tigrotti iscritti al prossimo campionato ma senza squadra e dirigenza. In tutto questo si attende una parola dalla Lega Calcio
Era il segreto di Pulcinella, ma adesso c’è l’ufficialità. Lo staff dirigenziale e quello tecnico della Reggiana per la prossima stagione 2014/2015 saranno la copia (bella o brutta non sta a noi dirlo) di quelli a capo della Pro Patria versione 2013/2014 (qui la pagina del sito della Reggiana che lo conferma). Manca solo un nome, quello di Pietro Vavassori, attualmente ancora patron della squadra di Busto Arsizio, ma ormai ad un passo da fare il salto in Emilia. Lo sanno tutti, lo ha detto Vavassori, lo hanno confermato i dirigenti e l’attuale proprietà di Reggio Emilia, ma non si può ancora mettere nero su bianco perchè l’imprenditore non è ancora riuscito a vendere la squadra bustocca e le regole impediscono ad un soggetto di avere interessi in due distinte società che militano nella stessa categoria.

Un’attesa di facciata, perchè la giornata odierna segna l’approdo di Vavassori in maniera ufficiosa se non ufficiale in quel di Reggio, con tutti i suoi fedelissimi alla guida della squadra emiliana, mentre a Busto non resta che qualche “vecchio” (capitan Serafini in testa) e i giovani, per i quali si prospetta un domani tutt’altro che roseo al di là delle rassicurazioni. Facciamo un po’ di nomi, giusto per chiarire: Raffaele Ferrara è il nuovo direttore generale della Reggiana, Italo Federici il direttore sportivo, Stefano Buffagni e Vittorio Zullo sono all’organizzazione tecnica, Alberto Colombo e il suo staff guideranno la squadra emiliana sul campo. Tutti uomini voluti da Vavassori e “trasportati” da Busto Arsizio a Reggio Emilia. Con loro ben 11 giocatori della prima squadra, passati dalla Pro Patria alla Reggiana, qualcuno solo di passaggio (Sala, Andreoni e Giannone), altri destinati a restare (i portieri Feola e Messina, i giovani difensori De Biasi, Mignanelli e Moretti, il centrocampista Bruccini e gli attaccanti Siega, Vernocchi e Bernasconi). Un esodo che lascia perplessi e che è destinato a non fermarsi qui.

La Pro Patria risulta iscritta alla nuova stagione (con fideiussione pagata da Vavassori), ma al momento è una scatola vuota, senza testa e senza polpa: pochi giocatori in rosa, nessuno staff tecnico, nessuno staff dirigenziale, un padrone che vuole andarsene e che “minaccia” di far giocare le giovanili se non riuscirà a concludere la vendita della società, dimenticandosi forse che se deciderà di fare così dovrà scordarsi qualsiasi impegno concreto nella Reggiana, pena l’intervento di una Lega Pro al momento silenziosa, ma (speriamo) vigile. Di sicuro c’è che i tempi sono ormai più che stretti: a fine luglio vanno comunicato gli organici (tecnici e dirigenziali) per la prossima stagione, le altre società si radunano, lavorano sul mercato, si rinforzano (anche sfruttando i fallimenti, tanti, di diverse squadre sparse per l’Italia) e si preparano alle prime partite ufficiali (la Coppa Italia sarà all’inizio del mese). Le “cordate interessate” all’acquisto della Pro Patria, annunciate e mai concretizzate, si sono sciolte come neve al sole, di proclami e difese d’ufficio non ce n’è più bisogno: se c’è un futuro per la squadra di Busto Arsizio è il momento di dirlo. Se non è già troppo tardi.
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