Soffitto crollato al Tempio voltiano, l’Insubria indagherà sulle cause
L'università è stata coinvolta dal Comune di Como per effettuare delle analisi chimico-fisiche e capire così l’estensione del problema
Anche l’università dell’Insubria è stata coinvolta nelle analisi per determinare i danni e l’entità del crollo di una parte del soffitto del Tempio Voltiano di Como. Nel museo dedicato ad Alessandro Volta, si è verificato nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, il distacco di un pezzo d’intonaco nella galleria al primo piano (foto a lato). «Allo stato attuale escludiamo problemi strutturali – spiega l’ingegner Antonio Ferro, dirigente dell’area Opere Pubbliche del Comune di Como -. Il Tempio Voltiano venne costruito tra il 1927 e il 1928, fu una delle prime opere realizzate in cemento armato e la struttura è praticamente perfetta, mai una crepa. Il distacco dell’intonaco potrebbe essersi verificato per una bolla d‘aria formatasi tra la soletta e l’intonaco. Tecnici e impresa sono già al lavoro per i necessari controlli su tutto il soffitto. Abbiamo coinvolto anche l’università dell’Insubria per effettuare delle analisi chimico-fisiche e capire così l’estensione del fenomeno». Il dirigente ha effettuato ieri pomeriggio un nuovo sopralluogo all’interno della struttura. «I calcinacci a terra non sono bagnati e non sembra esserci traccia d’acqua neppure sui laterizi del soffitto – prosegue Ferro – nel giro di una settimana, penso, potremo avere delle prime risposte e potremo fare il punto della situazione. Quanto accaduto non era in alcun modo prevedibile, nessuna fessura sul soffitto, niente di niente». Per il momento il Tempio Voltiano è accessibile solo al piano terra e proprio a causa della parziale apertura è stato previsto per i visitatori che volessero comunque entrare, un biglietto ridotto a 2 euro. «Aspettiamo il risultato delle indagini – conclude Ferro – Non escludo che si possa anche riaprire la galleria e circoscrivere la chiusura al luogo dove si è verificato il cedimento».
Il Tempio Voltiano, inaugurato il 15 luglio 1928, fu realizzato in occasione del primo centenario della morte di Alessandro Volta (1745-1827), finanziato dall’imprenditore cotoniero e deputato al Parlamento Francesco Somaini su progetto dell’architetto Federico Frigerio. Gli ultimi lavori che hanno interessato la struttura risalgono al 2004 e riguardarono l’allestimento museale, gli impianti tecnologici, l’abbattimento delle barriere architettoniche.
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