Appello su Fb: “Sto cercando Giana, l’amore di mio papà”
Un messaggio postato in inglese questa mattina sulla nostra pagina Fb ci ha incuriosito: Louis sta scrivendo la storia della sua famiglia e ha trovato le cartoline che questa donna aveva inviato a suo padre, soldato a Busto Arsizio. Noi proviamo ad aiutarlo
"Qualcuno conosce questa signora?" il messaggio è stato postato questa mattina, giovedì 7 agosto, sulla nostra pagina Facebook da un certo Louis Naudé che scrive in inglese da Pretoria, e traccia i contorni di una storia davvero curiosa e romantica.
"Sto scrivendo la storia della mia famiglia nell’arco di 500 anni. Parte della cronaca riguarda l’esperienza di guerra di mio padre in Italia dal 1943 fino a dopo la guerra nel 1946. Mio padre, JP Naudé, era un artigliere dell’ 11/66 batteria SSS 4/22 Campo Reggimento (così nel testo del post. Se qualcuno potesse aiutarci a decifrare queste sigle, si faccia avanti ndr*) Mio padre ha avuto una relazione con questa bella ragazza, Giana di Busto Artizio in Italia. Purtroppo non ho il suo cognome o l’indirizzo, ma solo le cartoline che lei ha inviato a mio padre".
"Le cartoline – continua Louis Naude – raccontano di un bellissimo rapporto e vorrei scrivere della storia d’amore tra mio padre e Giana. Abbiamo visitato Busto Arsizio nel 1999, ma purtroppo non ho potuto scoprire nulla di Giana. Vorrei proprio rintracciarla ed avere maggiori informazioni su di lei; tra l’altro entrare in contatto con Giana o con i suoi parenti mi permetterebbe di recuperare le cartoline che mio padre ha inviato a Giana".
Noi ci proviamo. Rilanciamo l’appello. Qualcuno conosce Giana? Potete scrivere a redazione@varesenews.it
*Aggiornamento di venerdì 8 agosto:
Ci scrive Daniela Bollini, traduttrice professionista: "11/66 battery S.S.S 4/22 Field Regiment. In inglese diciture come queste si leggono al contrario rispetto all’italiano ossia dall’ultima parola risalendo fino alla prima, perciò l’uomo faceva parte del Reggimento da Campo 4/22 S.S.S. e per la precisione della batteria 11/66. L’uomo operava quindi nella batteria n°11/66 del reggimento da campo dell’artiglieria n° 4/22, e molto probabilmente si trattata dell’artiglieria del Sudafrica, chiamata SAA. Spero di esservi stata utile. In bocca al lupo per la ricerca"
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