56.000 euro per rifare la sala del Consiglio Comunale
Il nuovo sistema che gestirà l’audio e le votazioni delle sedute delle assemblee costerà quasi il doppio di quanto previsto a inizio anno. E si fa già fatica a trovare i 6.900 euro all’anno necessari per la manutenzione
Consiglieri Comunali, giunta, tecnici (e anche giornalisti) ormai erano abituati: microfoni che gracchiano, votazioni che vanno ripetute, impianto in tilt. Votare, prendere la parola e anche esprimere pensieri spesso è un problema nella sala esagonale di Palazzo Gilardoni, sede del consiglio comunale di Busto Arsizio. O meglio, era un problema.
Da mesi, infatti, si vociferava di un imminente cambio di tutto l’impianto che gestisce le seduete in sala e l’ex assessore al bilancio, Mira Bonomi, era riuscita a trovare 30.000 euro per finanziare l’impresa. Ma di soldi ne serviranno di più, molti di più.
L’azienda che ha vinto la gara di appalto per la fornitura del nuovo impianto, la Koiné di Torino, installerà attrezzature del valore di 45.900 euro che, con l’aggiunta dell’IVA, arriveranno a costare per le casse pubbliche esattamente 55.998 euro. Tanto, rispetto anche alle previsioni del comune, al punto che già oggi è difficile trovare i soldi per la manutenzione del piccolo gioiellino tecnologico. La Koiné aveva infatti inserito nella sua proposta anche un piano per la manutenzione e l’assistenza di tutto l’impianto calcolato in 6.900 euro all’anno (iva esclusa) per 5 anni che avrebbe così portato la spesa complessiva per l’intervento a sfiorare i 100mila euro. Ma i soldi in cassa non bastano e così il piano di manutenzione è stato stralciato. Dunque, dopo i primi 2 anni e mezzo di garanzia, si vedrà. E dire che quei 30.000 euro stanziati ad inizio anno sarebbero dovuti bastare anche per rifare le poltrone della sala.
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