“Accam, avanti con la differenziata spinta al posto dell’inceneritore”
È la presa di posizione della maggioranza di centrosinistra, che in linea con quanto fatto nei Comuni dell'Alto Milanese propone una mozione per rivedere l'articolo 35 dello Sblocca-Italia, che rischia di rilanciare i termovalorizzatori
Accam vada verso la raccolta differenziata spinta e prenda posizione contro l’articolo 35 del Decreto Sblocca-Italia. La richiesta di rivedere le politiche governative sui rifiuti e sull’incenerimento arriva dalla maggioranza di centrosinistra in Comune a Gallarate: Pd, Sel, Idv e lista civica Città e Vita hanno firmato congiuntamente una mozione da presentare in consiglio comunale. «L’articolo 35 dello Sblocca Italia procede in direzione opposta alla linea che noi sosteniamo, insieme ad altri Comuni, sulla differenziata spinta e sul riuso come alternativa al potenziamento dell’inceneritore» spiega Ivano Ventimiglia, capogruppo del Partito Democratico. Di qui la richiesta al
sindaco e alla stessa società Accam (che è una società partecipata da molti Comuni tra Basso Varesotto e Alto Milanese) di prendere una posizione netta contro l’articolo 35. Nel testo della mozione, si dice che il consiglio comunale "auspica che le scelte dei soci di Accam determinino azioni per la riduzione del rifiuto prodotto, la raccolta differenziata spinta, modalità più razionali di raccolta e smaltimento dei rifiuti, interventi per favorire, nell’ottica indicata dalla Comunità Europea, il massimo riuso dei materiali da inviare alle attività produttive", "esprime l’auspicio che in sede di conversione del citato decreto legge si provveda allo stralcio dell’art. 35" del Decreto Sblocca-Italia, "impegna il Sindaco a richiedere all’Assemblea dei Soci di Accam Spa l’approvazione di un analogo atto di indirizzo" sullo Sblocca-Italia.
La mozione, pur con accenti diversi, si muove sulla stessa linea di quella approvata a Samarate e di quelle proposte dal Movimento 5 Stelle a Busto e in altri Comuni dell’Alto Milanese (tra cui per esempio Legnano, che l’ha approvata all’unanimità), la mozione gallaratese prende spunto da quella approvata a Vanzaghello. «Siamo soddisfatti che ci sia l’appoggio di tutta la maggioranza e un percorso condiviso» spiega Alessio Mazza, capogruppo di Sel, partito che non solo ha preso posizione a Gallarate nel tempo sulla questione Accam, ma che a livello nazionale critica lo Sblocca Italia nel suo complesso (in questi giorni, 15-16 ottobre, è prevista la mobilitazione delle associazioni ambientaliste). Ivano Ventimiglia, nelle file del Pd, chiarisce invece la posizione del suo partito a livello locale:
«Non si mette in discussione l’intero Salva-Italia, ma solo l’articolo 35». Ci si muove in continuità con il lavoro fatto dai Comuni dell’area Accam nell’ultimo anno in particolare: «Da mesi – conclude Ventimiglia – si discute della questione revamping e differenziata spinta, abbiamo lavorato per arrivare ad una proposta precisa: oggi esiste un mandato per studiare un sistema alternativo all’incenerimento, la vera alternativa è la differenziata spinta e selettiva» (leggi anche: "Per Accam un futuro senza inceneritore"; nella foto, una recente manifestazione). Una strada diversa rispetto a quella che viene delineata dall’articolo 35 dello Sblocca Italia.
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