Inceneritore, anche il Pd contro lo Sblocca Italia
Con una mozione di indirizzo i consiglieri democratici chiedono al consiglio di opporsi all'articolo del decreto del governo che vuole saturare gli inceneritori esistenti ampliando il bacino di raccolta dei rifiuti a livello nazionale
Anche il Pd di Busto Arsizio è preoccupato per quanto scritto nel decreto Sblocca-Italia che rischia di mandare all’aria il percorso fin qui fatto da Accam e dai suoi comuni soci per arrivare ad un progressivo spegnimento dell’impianto di incenerimento di Borsano, così come ipotizzato anche da regione Lombardia. In una mozione di indirizzo, che verrà discussa prossimamente in consiglio comunale, i consiglieri democratici chiedono al consiglio di esprimersi sulla questione sollevata dall’art. 35 del Decreto Legge 133/14, il cosiddetto Sblocca Italia, che definisce gli inceneritori come “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale” e prevede per gli impianti esistenti (come l’impianto Accam) un bacino di conferimento non più limitato a livello locale ma a livello nazionale fino alla completa saturazione delle possibilità tecniche di incenerimento (saturazione del carico termico): «Tale articolo – dicono i Dem – si pone in netto contrasto con le recenti disposizioni europee sulla “economia circolare” che punta nella direzione opposta, ossia nel recupero, nel riciclo e nel riuso dei materiali, considerata la crescente scarsità delle materie prime specie per i paesi europei».
I consiglieri del Pd esprimono la loro preoccupazione per il dimezzamento dei termini per la valutazione dell’impatto ambientale e per l’idea espressa nel decreto secondo la quale gli impianti di incenerimento concorrano ad aumentare la raccolta differenziata.Un provvedimento che butterebbe all’aria gli sforzi fatti fin qui dal territorio che ha raggiunto una percentuale di recupero di rifiuti tale da rendere possibili ragionamenti sul futuro tecnologico ed economico dell’impianto Accam e che su questi temi stanno giungendo a conclusione i lavori del “tavolo tecnico” con proposte e scenari tra loro alternativi, ma tutti basati su 4 presupposti: la progressiva riduzione della quantità di rifiuti prodotta e conferita, un netto incremento della raccolta differenziata nei nostri Comuni anche tramite opportune iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza, la decisa riduzione dell’inquinamento ambientale oggi causato dai fumi e dalle scorie dell’incenerimento, un contenimento del costo complessivo del processo di trattamento dei rifiuti per non pesare ulteriormente sulla cittadinanza.
Per questo chiedono al consiglio comunale di votare l’auspicio che questo articolo del decreto venga stralciato in sede di conversione in legge e che la mozione venga trasmessa all’assemblea dei soci Accam e agli stessi comuni del consorzio, nonchè alla Regione.
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