“La città è ormai fuori controllo: le dimissioni di Porro sono necessarie”
Affondo del gruppo "Saronno al centro" dopo i fatti delle manifestazioni del gruppo di anarchici del Telos
Con riferimento alla vicenda del corteo Telos, crediamo sia indispensabile formulare un commento all’accaduto, anche se non era nostra intenzione farlo: credevamo infatti che il riferimento all’ordine e alla legalità fosse elemento consolidato. Ma quanto abbiamo visto e letto in questi giorni ci lascia perplessi.
Telos, arrabbiato per essere stato espulso da quella che riteneva essere la sua ormai consolidata sede, organizza manifestazioni a ripetizione con slogan del tipo “il nostro sgombero rovinerà la vostra quiete” e nessuno opera per impedirne l’effettuazione. Ma lo sgombero di un edificio abusivamente occupato è lecito? Chi è fuori legge sono gli occupanti abusivi o la proprietà dell’immobile occupato o le forze dell’ordine che intervengono per liberare?
Telos estende la sua protesta alla situazione dell’emergenza casa. Poi organizza una manifestazione che allarga i suoi orizzonti anche nei confronti delle banche (gli slogan utilizzati: “svaligiami”, “rapinami”, “fuoco alle banche”) della TAV (“no tav liberi”) e dell’intera società. C’è ancora qualcuno che può pensare che i Telos siano solo arrabbiati perché “sgomberati” dalla loro sede?
Telos (insieme ad altri, a molti altri, arrivati in stazione da altre città) effettua il suo corteo (mai autorizzato) al sabato pomeriggio, nelle vie interessate per il raggiungimento del centro città, sparando fumogeni, urlando slogan, imbrattando muri e vetrine, rompendo i parcometri etc.
C’è qualcuno che può giustificare l’operato di Telos? C’è qualcuno che può ancora affermare che Telos rappresenta solo pochi ragazzi in cerca di autonomia organizzativa del proprio tempo? E i danni economici provocati da chi saranno risarciti?
Saronno rimane sotto assedio per qualche ora. Le forze dell’ordine in divisa antisommossa, un elicottero che per ore controlla la città, ma anche manifestanti con il casco e mazze di legno (ma è solo legno?). C’è qualche saronnese che possa affermare di aver approvato l’assedio della città? C’è qualcuno che si ricorda se sia possibile manifestare con il capo nascosto da casco avendo tra le mani mazze lunghe più di un metro?
Non saremmo intervenuti sull’accaduto perché ritenevamo che le risposte a queste domande potessero accomunare tutti i cittadini e perciò pensavamo di cadere nella banalità, ma oggi, alla luce delle varie dichiarazioni relative all’argomento, riteniamo che qualcosa da dire ci sia.
La prima considerazione: la città è ormai fuori controllo, amministrata da persone che non solo ammettono ormai la propria impotenza (vedasi la nota dell’Amministrazione di Venerdì 27 settembre) ma che, in preda al panico, dimenticano che questa situazione non è altro che l’epilogo di una gestione della città assolutamente inesistente (qualcuno utilizza termini come eccessivamente tollerante,incerta, assente, superficiale).
Quello che sta succedendo oggi a Saronno accadeva nel 1968 quando qualche assessore dell’attuale giunta frequentava i cortei della protesta studentesca dell’epoca, ma che non ritroviamo, nella sua caratteristica di movimento di contestazione anarchica, nel panorama odierno, se non con riferimenti a casistiche specifiche (vedi TAV). Queste cose oggi capitano solo a Saronno. Possibile che l’Amministrazione non c’entri niente?
Prima ancora che si consolidi il danno, il comunicato dell’Amministrazione di Venerdì si preoccupa di quello che potrà accadere contro di lei e dopo la manifestazione, cioè delle “solite strumentalizzazioni delle destre…per alimentare sterili e interessate polemiche contro il Sindaco e l’Amministrazione”.
Una amministrazione che non sa cosa fare, arrivata per fortuna ormai quasi alla fine della sua avventura amministrativa, non solo continua a non agire, ma si preoccupa non di quello che può accadere di negativo per la città, ma delle critiche che le opposizioni potranno poi formulare a fronte della sua inoperosità. Siamo davvero allo sbando.
3. Ma un partito della coalizione prende le distanze. Si tratta di “Tu@Saronno” che afferma la contrarietà al comunicato dell’amministrazione contro Telos e che vede un suo ex Consigliere comunale, Massimiliano d’Urso, sottoscrivere (uno dei cento) il documento pro Telos. E qui invochiamo ancora la ragione. Non è la prima volta che “Tu@Saronno” prende le distanze da questa amministrazione e talvolta in modo anche eclatante. Ma perchè continua allora a sostenere con il suo voto una giunta dove partecipa anche un suo assessore (forse interessato più alla sua poltrona che al partito che rappresenta)? “Tu@Saronno” forse cercava, in vista delle prossime elezioni, di ottenere i voti dei ragazzi di Telos? Noi crediamo invece che alle prossime elezioni “Tu@Saronno” verrà ricordata come il partito che ha sostenuto una maggioranza politica pur non condividendone molte decisioni ( atteggiamento di scarsa affidabilità) e che ha sostenuto Telos (indipendentemente da quello che potrà ancora dire a sua difesa), insieme al gruppo vendoliano di SEL.
4. Ci chiediamo infine se anche il gruppo IDV, ormai da tempo silente, (dopo aver perso il suo assessore è praticamente inesistente) si schiera con l’inettitudine della dichiarazione dell’amministrazione o se anche lui ne prende le distanze.
La situazione è ormai fuori controllo. Ricordiamoci che violenza porta violenza. Non vorremmo che Saronno possa diventare il campo di scontro di opposti estremismi. Il pericolo c’è.
E’ inutile aspettare che ciò avvenga per cui crediamo sia opportuno chiedere ufficialmente le dimissioni del Sindaco e della sua amministrazione non solo per manifesta incapacità ad amministrare ma perché, anche per sua stessa ammissione, incapace di gestire la vivibilità della città.
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