Ottobre di sangue: Varese non dimentica
Una cerimonia ricorda i tragici fatti avvenuti nel mese di ottobre del 1944 quando decine di partigiani furono catturati, torturati e uccisi
Il 7 ottobre 1944 cadeva una pioggia fortissima, quando Elvio Copelli di Voldomino, Luigi Ghiringhelli di Luino ed Evaristo Trentini di Clivio, furono arrestati dai fascisti alla Gera di Voldomino e fucilati nel prato delle Bettole di Varese.
Una punizione esemplare nei confronti di tre ventenni, partigiani, che erano impegnati nella “banda Lazzarini”. I loro corpi furono lasciati per ore a terra perchè fossero da lezione a tutti coloro che erano schierati con la Resistenza.
A vegliare i loro corpi c’era, sotto la pioggia battente, Giuseppe Tornatore, cappellano militare che si era offerto di scambiare la propria vita con quella dei tre giovani, ma la ferocia fascista non si era lasciata intenerire e così fu consumata l’ennesima esecuzione di quello che oggi viene ricordato come Ottobre di sangue varesino. In quei giorni, infatti, furono catturati, torturati e assassinati decine di partigiani varesini, tra cui Walter Marcobi, comandante della 121ma brigata Garibaldi, Renè Vanetti, comandante della 148 ma brigata Giacomo Matteotti, ricordato per le sue famose le sue parole “si deve a volte morire per sostenere la propria idea”.
Oggi, domenica 12 ottobre, alla presenza del Sindaco Attilio Fontana, del Prefetto Giorgio Zanzi, dei Sindaci di Malnate e Bodio Lomnago, Samuele Astuti e Eleonora Paolelli, Francesca Boldrini, assessore alla Cultura di Duno e dei rappresentati dell’ANPI provinciale, sono state deposte due corone di alloro presso l’Arco Mera e in Largo Resistenza per ricordare simbolicamente quei tragici giorni, accompagnati dalle note della banda musicale “Giuseppe Verdi” di Capolago.
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