Ferrovia, Scapolan: “Ci siamo ma adesso vogliamo i fatti”
La notizia che a Roma il Comitato Interministeriale Programmazione Economica (CIPE) autorizzerà lo stoccaggio delle terre della ferrovia Arcisate-Stabio giunge a dare un po’ di conforto
La notizia che a Roma il Comitato Interministeriale Programmazione Economica (CIPE) autorizzerà lo stoccaggio delle terre della ferrovia Arcisate-Stabio giunge a dare un po’ di conforto alle popolazioni e alle imprese della Valceresio da troppo tempo alle prese con i disagi causati da un cantiere che spacca a metà le loro località. «Non ci facciamo però illudere: dopo troppi annunci, hanno fatto seguito amare delusioni. Stavolta vogliamo i fatti: quest’opera essenziale per la competitività del nostro territorio dovrà essere portata a compimento nei tempi più rapidi possibili» sottolinea Renato Scapolan, presidente di una Camera di Commercio che più volte ha sollevato il tema, non ultima in occasione di una tavola rotonda ospitata a primavera, quando furono anche presentati gli esiti di un’indagine condotta tra le imprese di Arcisate e Induno Olona fortemente penalizzate dal cantiere.
«Non possiamo allora che esprimere, accomunando la nostra voce a quella degli operatori economici, un forte rammarico per il tempo perso – continua Scapolan –. Ci fatto “bucare” la scadenza con Expo, quando un collegamento Lugano-Varese operativo avrebbe potuto rappresentare un’ulteriore via d’accesso al nostro territorio, così attivo e appetibile per gli stranieri. Lo dimostra l’attenzione della Germania che, su input della Camera di Commercio, ha scelto proprio Varese quale base per la propria delegazione a Expo2015. Altri contatti sono ben avviati con ulteriori paesi stranieri, tra i quali anche la Svizzera che però senza l’Arcisate-Stabio avrà un motivo in meno per rivolgersi a Varese e al suo territorio».
Un rammarico ancor più forte viene espresso dal presidente della Camera di Commercio alla luce della soluzione prospettata per lo smaltimento delle terre: «Un conto sarebbe stato se si fosse dovuto ricorrere a una modifica normativa, a un accordo internazionale, a un impianto di smaltimento particolare, che richiedono tempo per trovare una soluzione… Oggi invece la scelta prospettata è quella che avrebbe potuto essere attuata fin dal primo momento: perché non lo si è fatto?».
«In ogni caso – conclude Scapolan – ora è il momento di voltare pagina e mettere a frutto questa svolta positiva, che sembra quella buona: sarà nostra cura vigilare perché il cantiere ora proceda speditamente. Ce lo chiedono le nostre imprese!».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.