Daniel croce e delizia dei biancorossi

Il lungo alterna ottime giocate e messi di rimbalzi ad alcuni blackout mentali che rischiano di costare caro. Peggior prova stagionale per Diawara

RAUTINS 8,5 – A un certo punto pare di vedere la “mão santa” di Oscar spuntare in fondo alle braccia pallide che escono dalla canotta numero 1 di Varese. Si sente caldissimo, chiama la palla e continua a infilare il cesto brindisino di triple. Lo score finale dice 24, con 7/11 dall’arco (un errore arriva su un fallo evidente ma non fischiato). Ah: caro Andy, devi sapere che la tua virata è considerata “passi” solo in Italia, e solo da due anni. Prima tutti la insegnavano così.

DANIEL 6,5 – Alzi la mano chi è rimasto impassibile sulla sua schiacciata sbagliata a 17” dalla fine, errore incredibile che ha rischiato di vanificare una vittoria scacciacrisi. Ecco, Daniel si è giocato uno dei voti migliori della sua stagione per quell’idiozia. Però finalmente dal pivot arrivano segnali di vita e vivacità: 12 rimbalzi, alcune gran giocate d’attacco, movimenti che funzionano. Dai che forse ci siamo.

ROBINSON 6 – Che dire: da fucilazione per lunghi tratti della partita, e non deve comunque essere facile giocare mezzi acciaccati e con il rischio di un taglio che pende sulla testa. Prestazione insufficiente, però infila i due liberi decisivi e “lava” così quell’1 su 2 con Reggio che costò la vittoria.

DIAWARA 5 – Siamo buoni e non scendiamo sotto il cinque per il voto del francese che disputa una partita per larghi tratti irritante. Segna 11 punti tutti nelle battute iniziali, poi forza ogni singolo pallone che gli passa tra le mani, punto nell’orgoglio dai fischi di un pubblico che fu suo, ma con il quale non si è mai preso fino in fondo. Ne combina di tutti i colori, per fortuna non chiede di avere i palloni finali (l’unico che ha è una tripla del possibile + 6 scagliata sul ferro).

DEANE 5,5 – Anche qui, come il collega Robinson, si oscilla tra la bella giocata (assist per i lunghi) e la follia nelle scelte, come in quelle occasioni in cui rinuncia a un tiro aperto per sbagliare un passaggio improbabile. A differenza dell’alter ego non è in campo quando bisogna vincerla: al 6 non possiamo arrivare.

CALLAHAN 7 – Si era preso responsabilità non sue a Cremona e aveva fallito l’assalto da fuori. L’italoamericano però non è certo uno che si tira indietro e a distanza di sei giorni utilizza la stessa arma con cui aveva fatto cilecca, per colpire al cuore Brindisi. Non una volta, ma spesso: tre bombe, un paio di raid cruciali in area, secondo violino accanto a Rautins.

EYENGA 6,5 – Serata faticosa per uno che non gioca da mesi, salvo i minuti disputati con Milano, e si trova di fronte una delle poche batterie di avversari in grado di reggere il suo impatto fisico. Per questo esce dalla gara per lunghi tratti, ma torna a farsi notare nel momento clou. Tripla determinante e stoppata a Pullen sull’azione successiva: vi pare poco?

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Pubblicato il 07 Dicembre 2014
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