“La mozione anti immigrati è un palese atto discriminatorio”
I sindacati degli inquilini criticano il progetto approvato dal consiglio comunale della città e paventano il rischio di una guerra tra poveri. “Anziché fare propaganda -scrivono le organizzazioni- si pensi ad aprire i 100 alloggi popolari oggi inutilizzati"
"Un atto discriminatorio". Così viene definito da parte delle organizzazioni Sicet e Sunia (i sindacati degli inquilini di Cgil e Cisl, ndr) il documento approvato nell’ultimo consiglio comunale di Busto Arsizio per chiedere una nuova regolamentazione nell’assegnazione delle case popolari. La mozione approvata su richiesta della Lega Nord prevede che l’assegnazione delle case popolari venga fatto in base alla percentuale di presenza etnica nel territorio ma per diventare operativa dovrà passare al vaglio del Consiglio Regionale. "Il progetto pilota approvato dalla maggioranza del comune di Busto Arsizio rappresenta un atto provocatorio e irresponsabile -scrivono in una nota le due organizzazioni- soprattutto nell’attuale situazione di grave crisi economica, rispetto alla quale il Comune dovrebbe preoccuparsi di far fronte alla sempre maggiore richiesta di edilizia residenziale pubblica".
Una decisione che rischia di "inescare la classica guerra tra poveri, invece di ricercare soluzioni che diano risposta all’emergenza sfratti e che rafforzino la coesione sociale". Sicet e Sunia tornano dunque all’attacco e ricordano come "serve uno sforzo dell’Amministrazione Comunale con maggiori risorse economiche per l’assistenza abitativa e soprattutto per il recupero di almeno 100 alloggi dell’Aler e del comune stesso che non sono attualmente affittabili e che darebbero un respiro notevole al dramma della casa" oltre a una diversa politica fiscale che "finora ha sempre penalizzato gli inquilini". Proprio per questo i due sindacati spiegano come "tutto ciò non porta a nulla di positivo, se queste scelte sono dettate solo da esigenze di alleanze politiche ed elettorali, si dovrebbe riflettere su una cosa: i poveri, gli umili, i bisognosi non hanno colore politico ma solo pressanti esigenze di sopravvivenza".
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