“Il fallimento del giudice di pace”

Dura presa di posizione del gruppo Saronno al centro nei confronti dell'amministrazione comunale e della gestione dell'ufficio del Tribunale di Saronno

Il sipario si chiude sull’ormai ex-tribunale di Saronno dopo il termine dell’atto conclusivo: "fine del Giudice di pace".
Lo spettacolo è stato a tratti esaltante, portatore di speranza pur tradendo imbarazzo e dimostrando l’ormai solita gestione pressapochista e priva di visioni concrete che hanno caratterizzato i cinque anni di Porro sindaco.
Sono mancate, prima ancora che la necessaria visione progettuale, chiara volontà e forza politiche.
I nostri amministratori, probabilmente complice il voler portare Saronno nella cintura periferica di Milano (un po’ come oggi è Quarto Oggiaro), non sono riusciti a far valere la città di Saronno come dispensatrice di servizi perchè centro di un territorio più vasto e disperso in quattro province (Varese, Como, Milano e Monza e Brianza): eliminando l’esistenza di un territorio saronnese si è così da subito perso il primo vero punto di forza per l’azione politica.
Mancando poi una visione che fornisse l’idea in grado di fare da traino non sono riusciti nemmeno a coagulare le amministrazioni dei comuni limitrofi: altro esempio di debolezza politica.

È infatti difficile utilizzare con i vicini il gioco di autoreferenzialità cui hanno ormai abituato i saronnesi "lo dico io, amministrazione, e anche l’associazione con me a capo".

Con questi ingredienti sarebbe stato impossibile avere un impatto politico tale da permettere il mantenimento del servizio… e infatti vediamo come si è concluso il tutto.
Se a ciò aggiungessimo che dopo due anni ‘di lotta’ il sindaco Porro indicava l’idea di abbandonare il Giudice di pace come precisa ‘volontà politica’ (evidentemente nata solo dal procedere a quel punto inesorabile delle cose e completamente mancata in precedenza) avremmo pienamente il quadro della cacofonia amministrativa nel quale ci troviamo da cinque anni; in più questo disordine di pensiero definisce quanto ai cittadini è ormai chiaro, ma c’è da chiedersi se sia lampante addirittura all’intero Partito democratico, dalla base fino ai vertici nazionali: è un ottimo modo di perdere autorità politica persino all’interno del proprio partito. 
Di tutto, però, è sicurissima ormai una cosa: dopo il tribunale di Saronno anche il Giudice di pace fa un inchino ed esce di scena. Non è dato sapere se tra gli applausi… e speriamo sia l’ultimo capitolo degli addii.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Febbraio 2015
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