Meno male che Kangur c’è
L'estone, al rientro, spicca già in difesa. Daniel bocciato da pubblico e allenatore, Maynor deludente nel confronto con Wright
RAUTINS 4,5 – Non basta passarla con precisione (5 assist, ma 3 nel primo quarto), non basta aiutare a rimbalzo (5) se poi non riesci a fare bene nel fondamentale per cui sei in squadra. Il tabellino recita 3/11 dal campo, e quelle tre bombe a segno risalgono tutte ai primi 25′: quando la battaglia si fa vicina, la mitragliatrice è inceppata. Bandiera bianca.

DANIEL 4 – Incredibile come riesca a rovinare un avvio promettente: perde completamente la bussola di come si sta in campo, vaga per il parquet, viene panchinato e sommerso di fischio. Ora non c’è più neppure l’alibi Robinson, play che creava per sé e non per i lunghi: è il prossimo problema da affrontare seriamente.
MAYNOR 5 – Diamogli un beneficio e non esageriamo nella bocciatura, ma di certo la partita contro Pesaro è stata ampiamente deludente. Impreciso da fuori, spesso molle in entrata, in difficoltà in difesa contro un altro giocatore appena sbarcato in Italia (però con esperienza europea) come Wright. Mai un’invenzione da far saltare sulla sedia, mai la decisione di prendersi la squadra sulle spalle, mai quello per cui è stato preso (salvo qualche assist).
CASELLA 6 – Un giro sul campo durante il raro momento felice del primo quarto, sfodera una tripla che consolida il momentaneo vantaggio biancorosso.
DEANE 5,5 – Rispetto ad altre partite fa decisamente meglio, ma è una magra consolazione. Ci prova nell’ultimo periodo alternando cose buone a errori, però in precedenza subisce la marea senza grandi squilli e termina il match con tre stoppate sul groppone.
CALLAHAN 5 – Il guerriero visto a Cantù si ritrova le mani insaponate contro Pesaro, che pure gli lascia spesso larghi spazi per esibirsi nel tiro pesante. Mette una sola tripla (su 6 tentativi), fa legna a rimbalzo ma è troppo poco anche perché nel frattempo Pesaro ha perso il totem Judge. E alla fine va completamente in bambola con alcune palle perse in modo elementare.
KANGUR 7 – Bentornato, ma sperava di vivere una serata completamente differente. Costretto dagli eventi a stare in campo 24′, ogni volta che viene schierato aiuta a cementare la difesa, tanto da contrastare lunghi e piccoli con la stessa efficacia. Peccato che i compagni, in attacco, non approfittino del suo lavoro e sprechino tantissimo.
EYENGA 6 – Non fosse per una serie di passaggi orribili in lunetta (3/8: tanto varrebbe non farsi fare fallo…) si meriterebbe gli applausi del pubblico, almeno lui. Legge bene la partita, andando ad attaccare i diretti marcatori, volando sopra i ferri per fare canestro e difendendo alla grande sul temuto Ross. Dice anche pane al pane, confidando a un collega: “Abbiamo giocato come delle fighette”. Ma la sua determinazione non basta, e la barca naufraga.
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