Un saluto corale per Marisa
Una grande partecipazione per i funerali di Marisa Masina in Campiotti. Tanti i ricordi raccontati prima dell'ultimo saluto
Un saluto corale con una chiesa stracolma di tante persone arrivate a testimoniare il proprio affetto a Marisa e alla sua straordinaria famiglia.
Presenti il coniuge Gigi Campiotti, il fratello Ernesto, i suoi sei figli e molti dei quattordici nipoti. Prima della cerimonia funebre sono state portate tante testimonianze per ricordare la vita dell’ottantaseinne scomparsa due giorni fa. Gigi ha lasciato la parola ai figli e ai tanti nipoti. “Abbiamo vissuto insieme 68 anni tra matrimonio e fidanzamento e oggi siamo qui, tutti insieme a salutarla”.
La testimonianza dei fratelli Ernesto ed Ettore è stata toccante. Quest’ultimo non ha potuto esser presente, ma ha inviato un lungo messaggio. “Tocca a me ricordarla bambina perché non vada perso il valore della sua vita già dagli anni della sua gioventù che non fu affatto facile”. Ettore ha ricordato alcuni momenti legati al padre in guerra e poi alla sua ingiusta carcerazione al termine del conflitto. “Marisa, allora dodicenne, rischiava ogni giorno per andare a trovare il papà imprigionato nel palazzo Italia, sede dell’attuale Questura. Quei momenti furono per noi una palestra per capire il valore della democrazia e dell’importanza della giustizia”.
Maria, una delle quattro figlie con Marta, Veronica e Chiara, ha ricordato Marisa prima come mamma e poi come nonna. “Con il papà ci avete sempre fatto sentire l’amore, quanto eravamo voluti tutti. Un affetto profondo, attento, presente in ogni fase della nostra vita e poi in quella dei tanti nipoti. Per tutti eri la “nonna della pasta al sugo” sempre pronta a seguire ognuno di noi. Ora sarai sempre con noi, come il nostro angelo custode”. E i nipoti, dal più grande, Nicola, figlio di Giacomo Campiotti, il regista, fino ai più piccoli, sono arrivate le testimonianze di una terza generazione che era parte integrante della grande famiglia Campiotti – Masina.
“Il dolore per la scomparsa di una persona cara non può esser cancellato – ha detto il sacerdote durante l’omelia – ma la misericordia di Dio permette di trasformarlo, di renderlo meno duro. Nella fede abbiamo la risposta alla morte, che rappresenta la prova più difficile per tutti noi”.
L’unica richiesta di Marisa, durante il ricovero in ospedale, come ha raccontato la figlia Maria, è stata quella di esser accompagnata potendosi affidare all’amore dei propri familiari. Oggi al loro si è unito quello di centinaia di persone che hanno condiviso un momento difficile, ma anche pieno di serenità e fratellanza.
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