16 anni all’assassino di Giuseppina
Condanna per Simone Impellizzeri, il 49enne che uccise la zia con 80 coltellate perchè le aveva chiesto aiuto dal letto in cui era costretta a causa della sua avanzata età
Sedici anni di condanna a Simone Impellizzeri, il 49enne che nella notte tra il 9 e il 10 giugno dell’anno scorso uccise l’anziana zia, Giuseppina Tripi, con 80 coltellate nel letto. La sentenza del giudice per l’udienza preliminare Patrizia Nobile è arrivata nel pomeriggio di oggi, giovedì, in sede di rito abbreviato. Respinta la tesi dell’infermità mentale portata avanti dalla difesa (avvocato Barbara Bruzzese) dell’uomo il giudice ha ridotto a 16 anni la richiesta dell’accusa, rappresentata dal pm Maria Cardellicchio, che aveva chiesto l’ergastolo (ridotto a 30 anni con lo sconto di un terzo) con le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti.
Impellizzeri viveva da lungo tempo con la parente in un appartamento di via Mazzini a Busto Arsizio, con intervalli dovuti ai periodi di carcerazione, ed era tornato l’ultima volta nel luglio del 2013. La zia era diventata un fastidio per via della malattia che da tempo la accompagnava. L’uomo, anche a causa dei suoi trascorsi, era stato allontanato dal resto della famiglia, compresa la coniuge e un figlio. Quella sera dopo l’ennesima richiesta di aiuto da parte dell’anziana zia, preso dalla rabbia ha cominciato a colpirla prima con le forbici, poi con il coltello fino a quando la donna non ha esalato l’ultimo respiro. Tornato alla lucidità si era presentato in commissariato confessando di averla uccisa.
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