“A Cardano una bella serata di accoglienza”
Una bella serata di accoglienza
L’altra sera, al Circolo Quarto Stato di Cardano al Campo, è stata organizzata una pastasciutta antifascista, in ricordo del giorno di festa che i fratelli Cervi acclamarono per la caduta del fascismo il 25 luglio 1943.
L’iniziativa, aperta a tutti, è stata dedicata al tema dei diritti e all’attenzione della condizione dei migranti e dei profughi.
I profughi presenti nel centro di Samarate di via Ollearo sono stati invitati alla cena dall’Associazione nazionale Partigiani di’Italia – ANPI di Samarate – e sono stati ospiti del circolo cooperativa di Cardano al Campo.
E’ stata una bella serata.
Erano presenti 16 giovani del Gambia, tutti giovani, sotto i 25 anni, che sono arrivati in provincia di Varese dopo essere partiti sui barconi dalla Libia, in fuga dal paese in cui ci sono violenze e privazione dei diritti dell’uomo.
Alcune cose della serata vogliamo richiamare: la prima una lettura di una pagina di Giovanni Arpino sul giorno di festa nel paese dei fratelli Cervi, con la traduzione diretta dall’italiano alla lingua mandinka del più giovane dei profughi; la seconda la testimonianza di un profugo della Costa d’Avorio che ha raccontato delle sue vicende nel paese e della condizione attuale in Italia; la terza l’improvvisata di concerto di musica Reggae animata dalla voce e dalla danza dei giovani gambiani.
E’ sembrato per un momento che la ferita dell’esilio e dello sradicamento si fosse dissolta.
La serata ci ha mostrato che questi giovani hanno energia e voglia di vita e disponibilità ad andare avanti; e che c’è la possibilità per chi fugge dal proprio paese di rifarsi una vita dignitosa “al di qua del mare” e questo dipende molto dal tipo di accoglienza che incontrerà e dalle scelte, quotidiane, compiute da chi accompagna e sostiene nei primi mesi la sua permanenza nel nostro paese.
Prima di ritornare nel loro centro, in attesa del trasporto, hanno, inaspettatamente, aiutato a sistemare tavoli e sedie e dato una mano a mettere in ordine il luogo del circolo; giovani profughi beneducati e disponibili a stare con gli altri …
In una recente intervista, nel centro di Samarate, a Bamba, un profugo che ha il compito di mediatore linguistico nei centri della provincia, abbiamo raccolto la voce vera di questi profughi.
“ Sono arrivato dalla costa d’Avorio, non sulla nave; sono stato anch’io in un centro di accoglienza a Foggia per tre anni.
Grazie a Samarate che sta dando una mano a questi ragazzi che sono pronti a fare tante cose, come alcune attività volontarie e per farci conoscere chi siamo.
Vogliamo imparare tante cose e andare avanti.
La scuola di italiano è molto importate e sono cose buone.
Le attività lavorative volontarie e di tirocinio professionale sono utili per far conoscere che noi migranti possiamo fare di più, per far vedere che siamo disposti a star insieme con la popolazione. Questi nostri migranti sono scappati da problemi di guerra e di fame e con la speranza di migliorare.
Ma ci sono anche delusioni perché nella vita c’è sempre qualcosa che va e qualcosa che non va, il male e il bene vanno sempre insieme. La maggior parte di noi vuole andare avanti … E ci sono sempre le mani che vengono incontro, per uscire da una vita che vuoi cambiare.
Mi è capitato di incontrare persone che non ti guardano o ti criticano, ma devi cercare di farti conoscere e dare quello che puoi dare. Ti fa male ma devi capire che sei a casa di altri … con il tempo bisogna far capire quello che siamo.
Ho 28 anni; l’Italia mi piace di più perché non c’è ipocrisia come in altri paesi d’Europa; preferisco chi mi dice: tu non mi piaci, ma poi si può incontrare l’accoglienza e imparare a camminare da soli. In Italia c’è più sincerità; alcuni ti capiscono e ti accettano.
Fa male sentire alcune voci, ma si può andare avanti …”
Sono parole che inseguono la vita e che cercano di incrociare chi può accompagnarli per metterli nella condizione di camminare sulle proprie gambe. Sono parole che attendono azioni di accoglienza in grado di mostrare il livello di civiltà del nostro paese e la qualità della sua vita democratica.
25 luglio 2015
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