L’acconto sul web per la villetta inesistente
Il truffato va dai carabinieri: denunciate due persone sparite dopo il bonifico
Ha pensato di risparmiare qualcosa, magari fiutando l’affare per una vacanza a prezzo basso e servendosi della rete.
Ma “il pesce” era lui e a fare la pesca miracolosa ci hanno pensato due persone che hanno intascato l’acconto per l’affitto di una casa al mare, a Senigallia: la vittima ha versato loro 350 euro per “fermare” l’immobile. Ma al momento di chiedere ulteriori dettagli, o semplicemente di farsi rilasciare una ricevuta o una mail di conferma, niente più. Spariti.
A quello che a tutti gli affetti risulta essere la vittima di un tentativo di truffa non è restato altro che rivolgersi ai carabinieri. La disavventura è occorsa qualche giorno fa ad un gaviratese che aveva consultato subito.it, un sito dove è possibile pubblicare annunci per offerte di affari fra privati.
Lo stesso sito contiene una serie di regole e di consigli che vengono offerti agli utenti per assicurare un margine di sicurezza nelle transazioni. Evidentemente i due individui rintracciati dai carabinieri di Gavirate sapevano il fatto loro: hanno infatti pubblicato l’annuncio di una casa inesistente messa in affitto nella nota località balneare per il mese di agosto. In tutto, per due settimane l’importo della pigione era di 1300 euro di cui 350 a titolo di acconto.
Ed è qui che è scattato l’inganno: una volta ricevuti i soldi, i due hanno fatto perdere le tracce. Ci hanno pensato i militari a rintracciarli e a denunciarli per concorso in truffa; si tratta di un italiano classe 1973 residente a Reggio Emilia e di un croato del 1972, celibe e nullafacente.
Uno dei consigli per chi si rivolge a siti di compravendita fra privati è come si diceva riportato nelle condizioni di sicurezza del sito, che per quanto riguarda i pagamenti consiglia: “Non accettare metodi di pagamento non sicuriScegli sempre un metodo di pagamento che possa essere tracciabile. Il nostro consiglio è di scegliere il pagamento in contanti, se accetti un assegno recati in banca insieme all’acquirente per verificare con loro che non sia scoperto o falso. Non accettare come metodo di pagamento i trasferimenti di denaro (come ad esempio moneygrams o western union o postepay) in quanto non sono tracciabili”.
Nella disavventura vissuta dal gaviratese la transazione è avvenuta tramite bonifico.
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