Caso Molina: il nostro appoggio al Presidente Campiotti

Molina

Egregio direttore di Varesews,

Pier Fausto Vedani, noto giornalista varesino nel suo articolo dell’8 settembre pubblicato dal Giornale da lei diretto, dà un minimo di credito alle “indiscrezioni che filtrano” dalla casa di riposo Molina sulla scelta di rinunciare da parte del nuovo Presidente alla collaborazione del Direttore Segrini.

Accenna ai malumori e alle proteste del luglio 2003, quando il comitato parenti aveva lanciato pesanti accuse al direttore generale Andrea Segrini, al Presidente Andrea Zanetta, imposti dalla discussa figura del Sindaco Aldo Fumagalli.

Ma subito precisa che il silenzio di anni seguito alla sopracitata protesta da parte dei cittadini è segno di assenso alla validità del nuovo sistema di assistenza e agli uomini che ne sono stati responsabili.

Viene infatti spontaneo domandarsi come mai in tutto questo lungo periodo nessuno tra parenti e operatori, abba sollevato qualche dubbio sulla gestione Segrini.

La risposta a questa domanda da parte di Vedani è chiara: merito di un professionista scelto come direttore generale che ha ottenuto ottimi risultati grazie a un presidente competente come Guido Ermolli, che però il sindaco Fontana non ha più riconfermato, perché noi riteniamo che, saggiamente, prima di decidere, abbia finalmente ascoltato le voci del comitato parenti e degli operatori ridotti in questi anni al silenzio dall’instaurazione di un sistema, che sembra ricordare quelli di regimi fortunatamente passati.

Per quanto riguarda i  “ i risultati eccezionali raggiunti da Segrini, che al Molina ha garantito un servizio formidabile alla città e bilanci strepitosi “, noi riteniamo che siano soprattutto di facciata.

Infatti nessuno ricorda i veri cambiamenti organizzativi (divisione in Nuclei e Case di tutto l’Istituto per cercare di creare un clima di famiglia), struttrali ( Riccostrusione di Casa Molina, con nuova autorizzazione da parte della Asl, Nuovo Nucleo Alzheimer con relativo giardino; Nuovo centro diurno; ristrutturazione della Villa Bonazzola con l’inaugurazione di un centro diurno per la realizzazione del progetto Intergenerazionale – ora completamente abbandonata e diroccata) e potenziamento della collaborazione con l’Azienda ospedaliera e l’Università, avviati dal compianto prof. Sala, reinserimento nel CdA di un rappresentante della Chiesa varesina che fu fondatrice a suo tempo della Casa di riposo con la collaborazione di quel grande sacerdote e giornalista, che fu Mons. Soggetto Madera e che organizzò ben due significativi incontri con il Cardinal Martini.

Certamente nessuno vuole sminuire l’opera di Segrini, che con l’ultima importante donazione Buzio potè proseguire il rifacimento delle facciate e avvalersi delle nuove tecnologie, ma a un prezzo riteniamo troppo elevato. Qui non parliamo di alcuni suoi comportamenti eticamente discutibili, del suo compenso.

Nel merito era già intervenuta con una lettera indirizzata a Lei la Signora Chiaravalli, già membro del Comitato parenti, che lamentava l’eccessivo costo (oltre 200.000 euro) previsto per quella funzione.

A noi non ha per nulla convinto la replica di Vedani del 6 marzo 2015, anzi gli argomenti portati sono, ci sia permesso il termine, risibili.

A tifare per il nuovo corso c’è sicuramente il Sindaco, ma anche noi parenti, che avvertiamo tangibilmente il rinnovato clima di speranza e serenità, che si è venuto a creare con un Presidente che visita giornalmente i nostri ospiti( e proprio perché presente sul campo si è accorto che durante il caldo torrido di questa estate gli anziani nei nuclei  non erano dotati di aria condizionata, mentre lo studio del direttore generale godeva di ogni confort) parla con gli operatori ed è una presenza rassicurante.

Se ha deciso di non più avvalersi della collaborazione di Segrini è segno ce la partenza è ottima.

Silvia Aliprandi

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