Negozi, “saldo” positivo tra aperture e chiusure
L'assessore Protasoni snocciola i dati dell'ultimo biennio, che mostra segnali di ripresa, non solo nelle aree periferiche
Il bilancio di aperture e chiusure a Gallarate? Ha un saldo positivo di 58 nuovi negozi, nell’ultimo biennio. Di certo, ancora troppo presto per parlare di un segnale di ripresa, ma è un dato che si può ritenere consolidato, se si ragiona ormai su due anni interi.
I dati vengono dal Distretto del Commercio. «Le nuove aperture nel 2015 sono state 92 in totale (23 pubblici esercizi) a fronte di 44 chiusure (7 pubblici esercizi)» dice l’assessore alle attività produttive Angelo Bruno Protasoni. «Il risultato globale è indubbiamente molto positivo e consolida i dati dello scorso anno (88 aperture contro 78 chiusure). Nel biennio 2014/2015 abbiamo quindi avuto a Gallarate 180 nuove aperture contro 122 chiusure».
Se questo è il dato “grezzo” (che mostra anche un turn-over notevole di attività commerciali), quali sono le aree più attrattive di Gallarate? «La valutazione che avevamo fatto alla fine di gennaio dello scorso anno evidenziava come i nuovi insediamenti si posizionassero prevalentemente sulle maggiori vie di scorrimento. Non ho ancora i dati suddivisi per zone relativamente al 2015 e non so quindi con certezza se sia ancora così: ritengo però che sia avvenuto in misura inferiore rispetto all’anno precedente» è la valutazione di Protasoni.
Insomma, meno nuovi negozi sugli stradoni che portano fuori città, più negozi nel centro storico. Questa la direzione intraspresa: «Infatti, proprio per riequilibrare quella tendenza, avevamo studiato in collaborazione con le associazioni categoria e poi approvato in Consiglio Comunale le nuove norme del PGT che hanno eliminato la monetizzazione dei parcheggi nel centro storico principale (e in quelli di quartiere) e che favoriscono quindi, in modo significativo, questi insediamenti. Per questo motivo sono ottimista rispetto a una maggiore attività del centro storico principale (ma anche di quelli rionali, in una certa misura) per il corrente anno e per il futuro». Ma le nuove norme per il centro storico potrebbero avere anche un effetto positivo nell’attrarre nuovi marchi in franchising, che sono poco presenti nel centro cittadino, a differenza di altre realtà (come Varese, dove hanno spodestato anche negozi storici, ma hanno dato vitalità al centro).
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