Palude Pollini, un’oasi tra pace e biodiversità

Gli Amici della Boza di Rugn hanno riscoperto tutto quello che le zone umide hanno da offrire: biodiversità, paesaggi spettacolari e sentieri dimenticati

Palude Pollini foto wikipedia

Gli “Amici della Boza di Rügn”, a cinque anni dalla fondazione, sono orgogliosissimi degli obbiettivi raggiunti. La Palude Pollini, anche nota come “Bozza di Rügn” (da qui il nome dell’associazione), è diventata luogo di riferimento per gli abitanti di Arsago ma non solo. Grazie all’intervento dei volontari, l’area è stata ripulita e fornita di cestini e panchine, i sentieri sono stati ridisegnati e ora quelle zone, fino a pochi anni fa inaccessibili, sono la meta di moltissimi appassionati di mountain bike e passeggiate a piedi. Ma la palude è anche una piacevole oasi dove passare il tempo libero lontano dal caos urbano e far riscoprire ai bambini i giochi all’aria aperta. Lo scenario offerto, soprattutto in primavera quando le ninfee sono fiorite e la palude brulica di vita, è davvero suggestivo.

associazioni_amici_bozza_bugnL’associazione è nata ufficialmente il 10 marzo 2011, ma i volontari hanno iniziato a sistemare l’area, per così dire in via ufficiosa, già nel lontano 2009; innamorati dei boschi e delle zone dove giocavano da bambini non potevano sopportare di vederle scomparire nell’abbandono e nel degrado. Gli “Amici della Boza di Rügn”, sempre presenti sul territorio, si sono dedicati a migliorare non solo i sentieri, pulendoli e segnalandoli ma hanno anche dato un forte contributo all’ecosistema agendo soprattutto per il benessere delle specie autoctone. Hanno, infatti, deciso di riservare un’area sulla sponda dello stagno alla riproduzione e alla vita dei primi abitanti e proprietari indiscussi, gli animali che abitano da sempre queste zone.

Altro importante onere che spetta all’associazione è la gestione della pesca; attività consentita solo in certe aree e soltanto ai soci o ai possessori del permesso giornaliero rilasciato dall’associazione. Si tratta di restrizioni doverose per preservare il fragile equilibrio dell’ecosistema. L’area, per gli habitat e le specie che ospita, è stata riconosciuta dall’Unione Europea come SIC (Sito di Interesse Comunitario) e anche dal WWF come sito di rilevanza nazionale per rettili e specie anfibie.
L’area è abbondantemente popolata, tra gli uccelli spiccano le specie boschive, come il Rampichino, il Picchio muratore, la Cinciallegra, la Cinciarella, il Picchio rosso e la Ghiandaia ma sono soprattutto gli uccelli acquatici a prosperare, è facilissimo avvistare Folaghe, Gallinelle d’acqua e Aironi cenerini. Notevole è anche il numero di anatre soprattutto durante le stagioni del passo migratorio. Nelle vicinanze della Palude Pollini, infatti, nonostante le opere di bonifica, quando le piogge sono abbondanti si formano piccoli stagni d’acqua temporanei, detti Bozzette, che ospitano questi animali durante la nidificazione.

Numerosissimi gli anfibi: la Rana verde, la Rana di Lataste, il Rospo comune, il Rospo smeraldino, la Raganella, il Tritone punteggiato e poi il gioiello del Parco, il raro e protetto Pelobate Fosco (noto con il nome dialettale di Sciatt) , un rospo privo di coda, dalla struttura compatta e ovoidale. La presenza dell’animaletto però – come è stato svelato dai volontari – è in realtà piuttosto modesta ed in ogni caso concentrata quasi esclusivamente presso la Bozza Peverascia, altra zona umida poco distante.

Per quanto riguarda la vegetazione, gran parte del territorio è occupato da vecchi boschi di quercia (Farnia e Rovere), dove localmente si inseriscono il Pino silvestre e il Castagno; ma anche specie esotiche ad alto fusto come la Robinia, il Ciliegio tardivo e la Quercia rossa.
Nota dolente del sito, la progressiva riduzione delle acque a causa delle scarse precipitazioni. Questo problema, molto pericoloso per la sopravvivenza dei numerosi pesci, si verifica ormai da anni durante la stagione di secca ed è – ci spiegano gli Amici della Boza di Rügn – il loro primo pensiero. È stato infatti richiesto uno studio geologico e, burocrazia permettendo, l’idea sarebbe quella di creare un pozzo marginale alla palude, una sorta di bacino, dove raccogliere l’acqua da immettere nella Bozza in caso di necessità.

Tutti gli eventi

di febbraio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

di
Pubblicato il 09 Febbraio 2016
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.