Teoria Gender, se ne parla nel salone parrocchiale
Incontro organizzato dalla parrocchia di Borsano nel salone Aurora sul tema più caldo e discusso del momento
Teoria Gender? Parliamone. E’ questo lo spirito con cui anche la Comunità di Borsano intende affrontare l’approccio alla teoria Gender. Dopo l’affollatissima serata presso la Sala Tramogge, anche la periferia si mobilita per far sì che la questione relativa al genere e che contesta la naturalità della differenza tra maschio e femmina, possa coinvolgere tutti, sollecitando una nuova cultura delle relazioni tra uomo e donna: nuova, non perché innovativa rispetto al dato antropologico, ma perché intende riscoprire il significato e la ricchezza delle differenze.
Nella serata del prossimo 4 febbraio, alle ore 21 presso la Sala “Aurora” in via S.Pietro,19 a Borsano, un medico (il dottor Selmo Gabriele, dell’Ospedale di circolo e Fondazione Macchi di Varese), una psicologa (la dr.ssa Brunella Mobrici, terapeuta specializzata nelle problematiche familiari e relazionali) e un docente di bioetica (il prof. Cucchetti Stefano, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano), si alterneranno negli interventi per approfondire le coordinate, le tendenze, i criteri così come le ambiguità, i risvolti e le istanze che la più recente cultura sessuale pone oggi in discussione.
Si tratta dunque di un’ulteriore occasione che viene offerta alla nostra Città per confrontarsi con quanto il contesto contemporaneo ci sollecita a non trascurare, anche per le implicazioni politiche e sociali che tale questione inevitabilmente determina. E, forse, proprio questa dovrebbe essere una delle attenzioni di chi amministra la cosa pubblica, anche in una Città come la nostra: quella di coinvolgere i cittadini in vedute ampie che sappiano preparare il futuro col desiderio di interpretarlo attraverso il dialogo, la conoscenza rispettosa, la proposta di progetti concreti, l’attuazione di scelte che promuovano la vivacità culturale, l’attenzione ai cambiamenti, la percezione delle urgenze e degli interventi.
Come cittadini (e anche come credenti della Comunità cristiana) non vogliamo ignorare i risvolti di una società in continuo fermento; non vogliamo nemmeno innalzare muri o barriere di contrapposizione. Ma ci impegniamo a formare noi stessi e a generare a nostra volta una cultura ed una convivenza rispettose, ma non ingenue, costruttive e propositive, assicurando che i diritti non sovrastino i doveri e che la libertà personale non sia mai prerogativa di una sola delle parti. Ecco perché rinnoviamo l’invito a tutti, e in particolare al quartiere di Borsano, a non mancare a questo interessante appuntamento.
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