Cinema all’aperto, arriva “la città ideale”
Mercoledì sera sarà proiettata la pellicola di Luigi Lo Cascio. Ingresso gratuito
Continua la rassegna cinematografica estiva promossa dall’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, in collaborazione con l’Amministrazione comunale nell’ambito di “BA Estate”.
Mercoledì 20 luglio alle 21.30 nel parco della Villa Calcaterra (via Magenta 70) sarà proiettato il film La città ideale (Italia 2012) di Luigi Lo Cascio, con Luigi Lo Cascio, Catrinel Marlon, Luigi Maria Burruano, Massimo Foschi, Alfonso Santagata. L’ingresso è gratuito. In caso di pioggia il film sarà proiettato ai Molini Marzoli (sala Tramogge).
Ecco la trama:
Michele Grassadonia è un ecologista sensibile e integralista. Architetto palermitano, ha lasciato la Sicilia per la Toscana, dove abita quella che lui considera la città ideale, Siena. Inviso ai colleghi, vive solo in un appartamento spartano, dove sperimenta energie alternative. Una sera di pioggia tampona un’ombra e finisce contro un’automobile parcheggiata. Qualche chilometro dopo rinviene il corpo di un uomo riverso sull’asfalto. Chiamati i soccorsi, viene interrogato dalla polizia stradale sull’accaduto. Alcune sfortunate circostanze convincono gli agenti della colpevolezza di Grassadonia, che da soccorritore diventa indagato. È l’inizio di un’avventura paradossale e di una ricerca angosciata della verità. Si respira l’aria di impegno civile del cinema di Francesco Rosi e l’indignazione e la tensione morale di Leonardo Sciascia in questa opera prima di Luigi Lo Cascio, attore autore che, alla maniera del personaggio che lo ha reso celebre (il Peppino Impastato di Marco Tullio Giordana), sogna di cambiare il mondo e di renderlo meno ingiusto e più pulito. Per questa ragione scrive e interpreta Michele Grassadonia, un uomo che crede nel valore dell’impegno civico e nella solidarietà sociale. Con uno stile secco e asciutto, Lo Cascio denuncia l’incoscienza civile, le derive giudiziarie, i contratti sociali fondati sulla connivenza, l’indifferenza e la mancanza di pudore. “La città ideale”, con singolare forza simbolica, mette in schermo il trauma di chi si sente e si vuole ‘diverso’ rispetto alla cultura diffusa e condivisa da tutti. (tratto da My movies).
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