Il pericoloso “tarlo asiatico” è arrivato in città
L'insetto è stato segnalato per la prima volta in città. Attacca 20 diversi tipi di piante e può essere debellato solo con l'abbattimento degli alberi. Ecco a chi segnalarne la presenza
Le lunghe antenne, un corpo di 4 centimetri nero con qualche puntino bianco. Quello che potrebbe sembrare uno strano scarafaggio è in realtà un insetto pericoloso per l’ambiente che, originario dalla Cina, sta infestando l’Italia.
In questi giorni è stato segnalato per la prima volta a Busto Arsizio. E’ stato Michael Bolognini a far scattare l’allarme, catturando tre esemplari dell’insetto a Beata Giuliana, dietro le scuole di Via Rossini. La città era almeno fino ad oggi fuori dalla mappa delle aree infestate e, proprio per questo, non esiste un protocollo locale da seguire. Chi dovesse verificarne la presenza deve quindi segnalarlo al Servizio Fitosanitario Regionale attraverso il numero verde del call center regionale (800318318), la casella vocale di Ersaf (0267404860) oppure via mail: tarloasiatico@regione.lombardia.it e anoplophora@ersaf.lombardia.it.
Le segnalazioni sono fondamentali per fronteggiare l’invasione del coleottero che, innocuo per l’uomo, rappresenta invece un rischio mortale per 20 diversi tipi di pianta: le sue larve per nustrirsi scavano lunghe gallerie all’interno del legno, compromettendo la vitalità delle piante, e favoriscono l’insediamento di altri parassiti. Gli adulti, invece, si nutrono della corteccia tenera dei rami più giovani. L’unico modo per contrastarlo è l’abbattimento delle piante colpite, la distruzione delle loro radici con apposite macchine trituratrici e l’incenerimento del legname. La prevenzione, dunque, è fondamentale.
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