Botte e minacce per anni alla madre invalida, figlio in manette

La donna viveva da prigioniera in casa. Ha avuto il coraggio di denunciare il figlio dopo tanti episodi di violenza e umiliazione

violenza donne

Anni di minacce e violenze nei confronti della madre settantenne. Nella giornata di ieri gli agenti del Commissariato di polizia di Gallarate hanno arrestato un trentunenne italiano residente a Gallarate. L’uomo, pregiudicato e noto anche come assuntore di sostanze stupefacenti, in passato era già stato ospitato in varie comunità di recupero e lavoro. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal GIP presso il Tribunale di Busto Arsizio su richiesta del Pubblico Ministero, Rosaria Stagnaro, che ha coordinato le indagini del Commissariato partite dopo la denuncia sporta dalla donna il 20 giugno scorso.

Il racconto della madre è agghiacciante. Invalida e gravemente indigente tanto da essere da molto tempo fattivamente assistita dai servizi sociali, ha subito gravi vessazioni e violenze che proseguono da più di dieci anni e che l’hanno indotta in uno stato permanente di grave paura ed ansia, anche per la mancanza di altri familiari a cui rivolgersi. Forte della propria prestanza fisica (specie se commisurata alla debolezza della madre) ed addestrato alle arti marziali, nonché spesso alterato e reso aggressivo dagli effetti delle droghe assunte, l’uomo le imponeva di mantenerlo economicamente, perché a suo dire “a lavorare ci vanno solo i cretini”.

Quando non si riteneva soddisfatto del denaro procuratogli, o dei vestiti che acquistati dalla madre a proprie spese o magari delle pietanze da lei cucinate, la percuoteva, la insultava e minacciava anche di morte, oppure la spaventava rompendo platealmente piatti, mobili, elettrodomestici ed altri oggetti e mettendo a soqquadro la casa. In più occasioni l’ha letteralmente cacciata fuori casa, dove talvolta ha dovuto trascorrere la notte all’addiaccio sulle panchine di un vicino parco in attesa che sbollisse l’ira del figlio, che, comunque, in casa si comportava da padrone assoluto costringendola perfino a chiedergli il permesso di usare i servizi igienici ma spesso obbligandola ad utilizzare un secchio.

Negli anni la situazione si è lentamente ma costantemente aggravata, solo in parte mitigata dalle vicissitudini giudiziarie del trentunenne, condannato e costretto a programmi di recupero e avviamento al lavoro che per brevi periodi hanno apportato dei lievi progressi; purtroppo, però, anche a causa dell’uso di droghe, le violenze intra-familiari sono ricomparse e peggiorate, estendendosi perfino ai vicini di casa, intimoriti dalle intemperanze e dalla aggressività dell’uomo da non essere mai intervenuti in difesa della madre. In più occasioni, infatti, per sottrarsi alle quotidiane vessazioni all’anziana donna non è rimasto molto altro che allontanarsi dalla casa per qualche giorno facendosi ospitare da alcune conoscenti. Nonostante tutto questo la donna non ha mai voluto farsi curare da alcun medico tacendo a tutti gli episodi peggiori, ed ogni volta, succube ed in nome dell’innato amore materno, è stata pronta a concedere una nuova opportunità al figlio. Rassicurata dagli agenti, ha invece trovato il coraggio di denunciare tutto e dal suo racconto si è compreso che, recentemente, l’aggressività del figlio aveva raggiunto livelli esasperati, come quando l’aveva umiliata infilandole calzini sporchi in bocca, oppure l’aveva minacciata brandendo delle forbici per il solo fatto che servendogli del tiramisù ne aveva involontariamente “sporcato” la decorazione, oppure ancora l’aveva minacciata di ustionarla versandole del caffè bollente sul viso.

Venuto a conoscenza della denuncia sporta contro di lui (che già annovera precedenti per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e porto di oggetti atti ad offendere), ha allora minacciato la madre affinché la ritirasse, ma senza riuscirci; anche per questo motivo, oltre che per la gravità della situazione, è dunque scattata la carcerazione preventiva, essendosi ritenute inadeguate misura meno afflittive come il divieto di avvicinamento.

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Pubblicato il 20 Agosto 2016
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