Delitto di Stabio: l’uomo arrestato resta in carcere
Resi noti i risultati dell'autopsia: Nadia Arcudi sarebbe morta alle 23 di venerdì 14 ottobre, probabilmente a Rodero. Inquirenti al lavoro per trovare le prove del delitto
Il Ministero Pubblico segnala che il Giudice per i provvedimenti coercitivi ha accolto la richiesta di carcerazione preventiva, presentata dalla procuratrice Pamela Pedretti, per Michele Egli, l’uomo di 42 anni che si presume essere l’autore dell’omicidio di Nadia Arcudi, la maestra di Stabio uccisa nella notte di venerdì 14 ottobre e ritrovata domenica 16. La durata della detenzione è stata fissata per ora in tre mesi.
Nel frattempo, come si legge sui quotidiani ticinesi, sono stati resi noti i risultati dell’autopsia: Nadia sarebbe morta alle 23 di venerdì 14 ottobre. Il decesso sarebbe quindi avvenuto a Rodero e non nella casa della donna a Stabio, come gli inquirenti avevano supposto in un primo momento.
Egli, unico indagato con l’accusa di omicidio intenzionale e occultamento di cadavere, è stato l’ultimo a vedere la cognata. Lo ha confermato anche la sorella della vittima, che ha detto che il marito avrebbe dovuto incontrare Nadia nel pomeriggio di venerdì. L’uomo non ha confessato l’omicidio, ma ha dichiarato di aver solo portato il corpo a Rodero dopo averla trovata riversa in casa. Gli investigatori e gli inquirenti stanno cercando un tappeto intriso di sangue utilizzato per trasportare il corpo e il sacchetto col quale la maestra 35enne sarebbe stata soffocata.
Il 42enne italo svizzero avrebbe anche spedito una mail fittizia a nome della cognata per sviare le indagini: nel testo avrebbe lasciato intendere la volontà della donna di farla finita per motivi personali.
Le indagini proseguono.
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