Quelli che lasciano la città e si rifugiano in montagna
Dalla zona di Malpensa al villaggio di Cicogna alle porte della Valgrande, la più grande area wilderness d'Italia
Da Gallarate e da Samarate al piccolo villaggio alle porte della Valgrande, la più grande area selvaggia d’Italia. A Cicogna ci sono solo 17 residenti e ben due famiglie sono legate alla zona di Gallarate, da dove sono partiti i capifamiglia.
(foto: La Stampa)
La storia è raccontata dall’edizione di Verbania del quotidiano La Stampa: Rolando Gaiazzi e Federico Mazzoleni (nella foto) sono originari di Gallarate e Samarate, oggi hanno rispettivamente due figlie adolescenti e due figli di 12 e 9 anni.
A Cicogna Internet è solo in piazzetta e i telefonini non prendono. La salvezza è stata Eolo per portare la rete nelle case, ma la ricezione fatica. Le famiglie vivono isolate dal mondo e chi ha scelto di farlo ripete: «Questione di priorità», ovvero di trasmettere ai figli valori di semplicità, sacrificio e del saper apprezzare le piccole cose che in montagna rendono necessità virtù. [Continua a leggere l’articolo sul sito della Stampa]
La Valgrande è la più ampia area wilderness del Nord Italia: zona selvaggia di alpeggi e carbonai, divenne base di gruppi partigiani dopo il 1943, molti provenienti proprio dalla zona industriale di Gallarate, Busto e Legnano.
Nel ’44 le truppe tedesche, impegnate in massicci rastrellamenti, distrussero molti alpeggi e piccoli insediamenti: anche a seguito della successiva emigrazione l’enorme area montana rimase pressochè spopolata, salvo appunto il villaggio di Cicogna. Oggi la Valgrande è un Parco Nazionale di quasi 15mila ettari; come in Val d’Ossola, anche grazie alla memoria della Resistenza è rimasto un legame forte con la zona del Basso Varesotto, in particolare per gli appassionati di montagna e di storia.
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