Ottanta artisti omaggiano Charlotte Salomon
La mostra verrà inaugurata il 5 ottobre con le opere di artisti internazionali
Verrà inaugurata giovedì 5 ottobre nella sala di Villa Frua la mostra “Giallo Rosso Blu: ricomporre l’infranto” con la partecipazione di 80 artisti italiani e stranieri hanno voluto offrire testimonianza, con opere/libro preziose e poetiche,
della bellezza, profondità, essenza dell’arte di Charlotte Salomon in cui era stata racchiusa tutta la sua vita.
In mostra le opere di Francesca Amat, Daniela Antonello, Juan Arias Gonano, Calogero Barba, Luisa Bergamini, Carla Bertola, Mariella Bogliacino, Nedda Bonini, Anna Boschi, Loretta Cappanera, Maria Cecilia Bossi, Francesco Cerini, Véronique Champollion, Paolo Chirco, Corina Cohal, Salvatore Cosi, Eleonora Cumer, Vincenzo D’Ambrosio, Sara Davidovics, Alessandro Dell’Avvocata, Fausta Dossi, Nadia Merica Formentoni, Grupo Gralha Azul, Benedetta Jandolo, Beatrice Landucci, Alfonso Lentini, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Lia Malfermoni, Fernando Montà, Gianremo Montagnani, Susan Muller-Baji, Antonella Prota Giurleo, Rosella Quintini., Bruno Regni, Rossella Ricci, Gian Paolo Roffi, Paola Scialpi, Annamaria Scocozza, Seo Yun Jung, Lucia Sforza, Grazia Tagliente, Gianni Maria Tessari, Nicoletta Testi, Ettore Tomas, Rosanna Veronesi, Alberto Vivacchio, Mary Walzer, Maria Grazia Zanmarchi.
Il Presidio del libro_Archivio del libro d’artista Verbamanent ha partecipato a un Progetto della Regione Puglia dedicato al Mese della Memoria con l’esposizione di una mostra internazionale di libri d’artista dedicati alla vita, all’arte, al pensiero di Charlotte Salomon, giovane artista ebrea di Berlino che ha lasciato testimonianza della sua splendida arte nell’opera Vita? O Teatro?, creata con tre colori, blu giallo rosso: un’imponente massa di materiali cartacei sui quali l’autrice tenacemente ha accumulato le sue riflessioni, i suoi schizzi, i disegni, i pensieri e le citazioni della sua breve esistenza prima di essere travolta dalla deportazione e dalla morte, all’età di ventisei anni, ad Auschwitz.
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