
Il 25 aprile dura di meno, ma è di festa
La commemorazione si è svolta per la prima volta al cimitero e non in centro. Tanta gente al corteo per le vie cittadine

Il 25 aprile a Gallarate viene “velocizzato”, ma rimane un giorno di festa. Dopo le polemiche del 2017 e la riduzione del programma, anche a Gallarate – come in altre località, in provincia e fuori – si temeva una giornata di divisioni. Mentre il tono generale è stato quello della festa, pur con qualche malumore.

Novità principale del 2018 è stata la commemorazione tenuta al piazzale del cimitero, su richiesta del sindaco Andrea Cassani: qui – anziché in Largo Camussi – si sono tenuti i discorsi ufficiali (quello del primo cittadino e quello dell’oratrice ufficiale, avvocato Tatiana Ruperto) e anche le letture di brani legati alla Resistenza, a dire il vero quest’anno ridotti – anch’essi – a uno solo, letto da quattro giovanissimi.
Il sindaco Cassani ha ricordato nel suo discorso che nella Resistenza convivano anche «aspettative rivoluzionarie e guerra civile», quel genere di sottolineature che un tempo sarebbero state divisive e che la storiografia ha invece fatto proprie nel tempo, con accenti diversi. L’avvocato Tatiana Ruperto ha ribadito i valori dell’antifascismo come spartiacque valido oggi (che quei valori sono recepiti nella Costituzione) e nella lettura di quanto accaduto ieri, «senza cedere al rischio della compensazione delle memorie», che vuole parificare i caduti della Resistenza (partigiani, patrioti, civili, militari internati, militari italiani combattenti al fianco degli Alleati, ndr) a chi decise di combattere dalla stessa parte di Hitler.

Una nota di polemica è venuta da Sinistra Italiana-Liberi e Uguali, che ha esposto uno striscione critico (senza nominare il sindaco) sulla scelta di spostare al cimitero. Ma il tono della giornata è stato comunque rilassato: «Se penso a Todi o Sesto San Giovanni, la manifestazione è andata benissimo» commenta Michele Mascella, presidente Anpi, riferendosi a due dei casi in cui la giornata del 25 aprile è stata venata da aspre polemiche. «Il sindaco ha fatto un discorso moderato, un discorso da sindaco. Complessivamente è stata una giornata positiva, anche se rimane il dispiacere per non aver fatto la conclusione in Largo Camussi davanti al Monumento alla Resistenza di Arnaldo Pomodoro. La partecipazione è stata anche notevole, mi è dispiaciuto aver limitato la partecipazione delle scuole, anche a fronte di richieste che venivano dai ragazzi. Mi auguro che l’anno prossimo si ritorni al protocollo ultradecennale e si dia più spazio alle scuole».
Dopo il momento al cimitero, il corteo ha comunque fatto il suo passaggio in centro cittadino, con il passaggio anche al Monumento ai Caduti di piazza Risorgimento. Con l’Inno degli italiani suonato in piazza.
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