Evasione fiscale nella logistica, sequestri per 27 milioni
La Guardia di Finanza di Gallarate ha dato esecuzione al provvedimento emesso dalla Procura di Milano: le società coinvolte sono attive tra le due province
Sedici immobili, orologi Rolex, partecipazioni finanziarie. Un “tesoro” da 27 milioni di euro, sequestrati dalla Guardia di Finanza di Gallarate a imprenditori della logistica e al loro commercialista coinvolti in una serie di spericolate operazioni fatte per evadere le tasse.
Le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione al sequestro preventivo emesso dalla Procura di Milano di 27 milioni di euro, pari al profitto derivante da una rilevante frode fiscale, ed alla denuncia di dieci persone coinvolte nel complesso meccanismo fraudolento, attraverso società operanti tra le province di Varese e di Milano, .
L’operazione delle Fiamme Gialle è partita da nove verifiche fiscali nei confronti di società operanti nei settori dei trasporti, logistica e facchinaggio, tutte riconducibili a soggetti aventi tra di loro stretti legami di parentela (da qui il nome dell’operazione “All in the Family”) e ha portato al recupero di una base imponibile ai fini delle Imposte Dirette sottratta a tassazione di oltre 40 milioni di euro e 27 milioni di imposte evase, tra IRES, IVA, IRAP ed indebite compensazioni.
Nell’ambito dell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, sono stati denunciati dieci soggetti, che si sono resi responsabili di una serie di reati tributari aventi ad oggetto la presentazione di dichiarazioni fiscali fraudolente mediante l’annotazione e l’utilizzo di false fatturazioni, nonché la compensazione di debiti tributari per mezzo di crediti non spettanti.
Congiuntamente alle indagini di polizia giudiziaria sono state eseguite una serie di verifiche fiscali, attraverso le quali è stato accertato che tali soggetti avevano costituito società “cartiere”, al solo scopo di emettere false fatture finalizzate all’indebito risparmio d’imposta. Tale meccanismo illecito veniva agevolato, altresì, dal commercialista, nonché depositario contabile delle società, il quale, secondo gli elementi raccolti, avrebbe collaborato consapevolmente per consentire alle società coinvolte di evadere le imposte compensandole totalmente con crediti IVA fittizi e generati da fatture per operazioni inesistenti.
Tenuto conto del coinvolgimento del professionista nelle condotte illecite, sono state richieste ed ottenute dalla Procura della Repubblica meneghina ulteriori perquisizioni, in occasione delle quali sono stati sequestrati nell’abitazione del commercialista orologi di marca “ROLEX” di dubbia provenienza e denaro contante per circa 22 mila euro occultato in un sacchetto di plastica trasparente in un armadio.
I 27milioni sequestrati sono costituiti da 16 beni immobili, 26 beni mobili registrati, 9 quote societarie, 19 rapporti finanziari.
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Ma si può sapere il motivo per cui non vengono fatti i nomi dei personaggi coinvolti? Quale criterio si usa se pubblicare o meno i nominativi delle persone coinvolte in fatti di cronaca?
La scelta di diramare i nomi è a discrezione delle forze dell’ordine e della Procura. Se poi la vicenda approderà a un processo, questo ha ovviamente una evidenza pubblica, in tutte le sue parti (accusa e difesa), fino alla sentenza