Fatture false per 7 milioni di euro: denunciate quattro persone

Grazie al complesso sistema delle "cartiere" erano riusciti ad avviare un sistema fraduolento con il sostegno di alcune ditte del Versotto. Tra i beni sequestrati una Lamborgini Gallardo

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Fatture false per 7 milioni di euro.  È il risultato dell’indagine della Guardia di Finanza di Varese che ha eseguito una verifica fiscale nei confronti di una società del Varesotto. Secondo i risultati dell’indagine, l’azienda avrebbe utilizzato fatture per operazioni inesistenti. È stato dunque emesso un decreto di sequestro preventivo di beni riconducibili al principale indagato, rappresentante legale della predetta società, per un valore di circa 735.000,00 euro.

La complessa attività di polizia giudiziaria e tributaria, durante la quale sono state svolte alcune perquisizioni in Varese e in Piemonte, ha permesso di individuare un sodalizio criminoso finalizzato alla commissione di numerosi reati fiscali, tra cui quelli di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti tramite società fittizie.

Le c.d. “cartiere”, intestate a prestanomi ma di fatto controllate dall’organizzazione, erano dedite all’interposizione in rapporti commerciali tra attori economici realmente esistenti. Infatti, venivano  acquistati i prodotti, già individuati dagli acquirenti finali (che fornivano anticipatamente il denaro), in esenzione IVA, grazie a false dichiarazioni di intento, mentre la merce veniva poi direttamente spedita all’acquirente reale.

Il sistema fraudolento posto in essere, facendo risultare fittiziamente l’interposizione della società cartiera, consentiva di acquistare le merci a prezzi inferiori, generando un ingente credito I.V.A., indebitamente portato in compensazione.

L’attività di servizio è proseguita quindi nei confronti di una società del varesotto, operante nel settore delle materie plastiche, risultata essere la principale acquirente della società cartiera.

E’ stato accertato che oltre il 90% degli acquisti della stessa era avvenuto per mezzo del fraudolento sistema, che generava un ingente risparmio dell’I.V.A. dovuta.

L’indagine delle Fiamme Gialle ha portato alla denuncia di quattro persone, fra cui il rappresentante legale della società “cliente”, per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, nonché alla richiesta di sequestro finalizzato alla confisca di beni nella disponibilità del rappresentante legale della società.

L’Autorità Giudiziaria procedente ha pertanto emesso un decreto di sequestro preventivo per equivalente fino a concorrenza dell’imposta dovuta, pari a circa 735.000,00 euro, che ha avuto ad oggetto disponibilità finanziarie giacenti nei c/c intestati all’indagato, quote societarie, immobili, terreni e autovetture, fra cui una Lamborghini Gallardo.

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Pubblicato il 16 Giugno 2018
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