L’Italia “mondiale” sarà fondata sulla ricezione
Dalla base azzurra di Cavalese parla il ct Blengini: «Finora soddisfatto della intensità. La ricezione dovrà essere un marchio di fabbrica»
Come da tradizione è il palazzetto di Cavalese la “casa del volley azzurro”, dove l’Italia si ritrova per la preparazione estiva, quest’anno in vista dei mondiali di Italia e Bulgaria in programma dal 9 al 30 settembre prossimi. Caloroso come sempre l’abbraccio della Val di Fiemme, che in pochi giorni ha risposto con il tutto esaurito al doppio test match con l’Olanda in programma venerdì e sabato scorso. Una partita vinta a testa nei due incontri, ma tantissimi gli spunti emersi per l’allenatore azzurro Gianlorenzo Blengini.
Nelle due amichevoli sono scese in campo due squadre totalmente differenti, sia per quanto riguarda la formazione, sia per il gioco espresso ma con un’unica grande costante: il lavoro in ricezione. Un fondamentale verso cui Blengini ha ripetutamente ripreso e “sistemato” gli azzurri, concedendo in realtà poca importanza all’alto numero di errori commessi in fase di attacco soprattutto nella seconda partita, e verso alcuni schemi ancora da oliare. Tante comunque le conferme positive se si osserva la fotografia globale del doppio impegno: dalle ottime prestazione dei vari Zaytsev, Lanza, Anzani, al sempre più in forma Simone Giannelli, all’estro di Juantorena sino a un prolifico Nelli, capace di mettere a terra 21 bellissimi palloni nella seconda partita.
Ora, dopo tre giorni di meritato riposo, la nazionale tornerà a Cavalese per lavorare in maniera analitica su squadra e singoli, scelta fortemente voluta da Blengini che ha ridotto al minimo le amichevoli proprio per concentrarsi sul suo metodo di lavoro. Tanto lavoro di costruzione e rifinitura, poi ancora un doppio impegno, questa volta contro la Cina, il 2 ed il 6 settembre. Pochi giorni dopo, il 9, si farà invece su serio, quando nella stupenda cornice del Foro Italico ad aspettare sotto rete gli azzurri ci sarà il Giappone.

IL CT BLENGINI: “PUNTIAMO FORTE SULLA RICEZIONE”
Il campionato italiano rende difficoltoso il suo lavoro. Si finisce tardi, e la pressione sugli atleti è sempre molto alta. Quale strategia di lavoro applicherà per ottenere il meglio in poco tempo ed arrivare preparati al fatidico 9 settembre?
«La stanchezza fisica e mentale è in effetti un problema. La nostra programmazione lavora molto su questi due fattori. Quindi ho scelto più lavoro individuale e di squadra, il giusto riposo e meno amichevoli. Lavoreremo tanto, ma tutto sarà reso funzionale e posto in relazione alla condizione di ogni singolo atleta».
Un commento sul doppio test con l’Olanda.
«Sono partite che fanno parte di un percorso importante, dove come detto siamo arrivati molto stanchi, che non vanno certo giudicate per il risultato. Due momenti invece molto utili dal punto di vista della quantità e del volume. Sono molto soddisfatto dell’intensità messa in campo dai ragazzi, che hanno mostrato una grande voglia di fare».
Qual è la miglior caratteristica degli azzurri ad oggi, e su cosa si concentrerà per plasmare la nazionale?
«Abbiamo tantissime caratteristiche positive, più o meno evidenti. Punteremo molto sulla ricezione, che voglio diventi una delle caratteristiche positive della squadra».
Due partite, due nazionali diverse con l’Olanda. Con la Cina vedremo un mix delle due squadre?
«Il doppio test con la Cina è ancora molto lontano, abbiamo tanto da lavorare. L’Olanda è servita unicamente per fare “gioco vero” e ho voluto dare la possibilità di scendere in campo. Chi giocherà con la Cina lo decideremo poco prima, al netto del lavoro svolto in allenamento».
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