“Dicendo zecche comuniste a chi lo minaccia il sindaco offende i comunisti”
La sezione gallaratese del Partito Comunista Italiano interviene dopo i fatti dello scorso 19 dicembre e in Consiglio comunale: condanniamo loro ma anche le parole dle sindaco
Condanna all’incursione minacciosa che in consiglio comunale ha contestato il sindaco Cassani ma anche alle parole del sindaco stesso che ne ha definito gli autori “zecche comuniste”.
La sezione gallaratese del Partito Comunista Italiano interviene dopo i fatti dello scorso 19 dicembre e in un comunicato spiega che “condanniamo e ci dissociamo da quanto accaduto perché quei fatti ledono le istituzioni democratiche e contraddicono le regole fondamentali della nostra Costituzione Democratica ed antifascista nata dalla guerra di Liberazione Partigiana”.
Tuttavia ai comunisti gallaratesi non sono andate già nemmeno le parole utilizzate dal sindaco Andrea Cassani per condannare l’accaduto: “riteniamo altresì offensive le affermazioni, diffuse a mezzo stampa, del sindaco che li ha definiti zecche comuniste. Queste affermazioni non solo ledono il principio di libertà ed associazione di noi Comunisti ma offendono profondamente chi i principi Costituzionali ha elaborato, difeso e che continuerà a difendere. Principi che Cassani non conosce, per questo lo invitiamo a studiare la storia politica e militante del Partito Comunista Italiano. Essendo il Sindaco di una parte dei cittadini gallaratesi non è e non sarà mai un sindaco che possa rappresentarci, anche per le posizioni di intolleranza e neofascismo che rappresenta”.
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