Ordinanza discriminatoria, il Comune paga 10mila euro
Più che i risarcimenti, nella vicenda dell'ordinanza anti-profughi del 2017 pesano le spese legali che hanno fatto salire i costi
Il Comune pagherà i risarcimenti per la “ordinanza anti-profughi” dell’estate 2017. Dopo la condanna in primo grado Palazzo Borghi ha deciso di pagare i tre risarcimenti da 1000 euro dovuti alle tre associazioni che avevano fatto ricorso. Con l’aggiunta delle spese legali la vicenda costerà complessivamente al Comune quasi 10mila euro.
La questione si era aperta nel 2017, con le ordinanze che imponevano oneri aggiuntivi ai Centro di Accoglienza Straordinaria (gestiti da privati, srl e cooperative). La giunta Cassani diceva di avere voce in capitolo in virtù del tema di sicurezza sanitaria, la Prefettura di Varese fece poi ricorso ottenendo che il provvedimento comunale fosse sospeso.
Di fatto archiviata nei suoi effetti pratici, l’ordinanza è però finita nel frattempo nel mirino di tre associazioni (Avvocati per niente, Asgi e Naga onlus di Milano) che l’hanno portata davanti al giudice, insieme con le altre due ordinanze-fotocopia emesse a Inzago e Cologno Monzese, altri due Comuni a guida leghista. In autunno il pronunciamento del tribunale, con la condanna a risarcimento simbolico alle tre associazioni: le motivazioni addotte dal Comune dal punto di vista sanitario, secondo il tribunale di Milano, erano pretestuose e l’ordinanza ha avuto “l’unico effetto, indiretto, di violare la dignità ed offendere le persone destinate ad essere ospitate in ragione della loro provenienza etnica e nazionale, alimentando il clima di sospetto, intimidatorio, ostile ed umiliante”.
L’amministrazione si era mosso anche per fare ricorso in appello. Poi però si è preferito soprassedere: un po’ perché non avrebbe avuto effetti sospensivi rispetto alle cifre da pagare, un po’ perché si temeva l’orientamento giurisprudenziale del tribunale milanese sul tema. Per questo il Comune ha deciso di pagare: 1000 euro per ognuna delle tre realtà, più 6489,44 euro per le spese legali.
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Mi domando…. perché se un cittadino qualsiasi sbaglia paga la condanna pecuniaria di tasca propria, mentre invece se è un dirigente o un sindaco invece sbagliare paga l’ente, ovvero pantalone, ovvero tutta la colletività?
Vuoi fare politica, vuoi comandare, ordinare e vuoi fare vedere che fai le cose per bene? Allora quando sbagli paghi tu non fai pagare alla collettività!
Solo così si fa una vera selezione di gente capace nella classe politica… altrimenti così siamo tutti capaci di fare i politici!