“Il lago balneabile nel 2021 è una boutade propagandistica”
L'opinione di un lettore che ritiene insufficienti le risorse messe a disposizione dalla Regione per l'intervento sugli scarichi fognari
Gentile direttore,
Sono molto soddisfatto che Regione Lombardia abbia stanziato quasi 6 milioni di euro per interventi a favore del recupero del nostro amato lago di Varese, grazie, soprattutto, alla continua azione di rimprovero e sollecito esercitata dall’amico e Consigliere Regionale Roberto Cenci con instancabili interventi sulla stampa locale e ripetuti appelli alle emittenti regionali e del varesotto, ma credo che le azioni da intraprendere debbano essere sostanzialmente riviste e gli obiettivi ricalibrati su tempi più realistici.
L’unico punto su cui concordo è la necessità di censire tutti gli scarichi abusivi ed eliminarli imponendo agli inquinatori il rispetto delle norme che tutelano le acque, superficiali o di falda esse siano.
Le altre azioni previste o sono doppioni in quanto attività già esercitate da enti delegati allo scopo come ARPA per il monitoraggio delle acque del lago (es. vedesi su web tabella ARPA con dati analitici 2017 : 13/02;13/04;19/06;02/08;19/09;14/11; divisi per superficie, fondo, epilimnio, centro metalimnio e ipolimnio superiore); oppure La Provincia di Varese come ente gestore della ZPS “Lago di Varese” elemento importante di “Natura 2000” che è un programma europeo di tutela degli ambienti naturali; oppure da valutare se effettivamente necessarie come il risanamento della rete fognaria (cosa significa? Ci sono perdite? Da quanto tempo? Perché allora non si è intervenuti subito?); oppure del tutto inutili, come la sostituzione degli sfioratori o veri e propri palliativi che non risolvono affatto il problema come il prelievo di acque ipolimniche.
Il punto dolente, che evidentemente non si vuole riconoscere, è che solo avviando la separazione della raccolta delle acque nere da quelle bianche, inviando solo le prime agli impianti di depurazione si potrà riavere un lago mesotrofico, balneabile e, almeno in parte, pescoso, come lo fu fino ai primi anni ‘50.
In occasione di piogge prolungate, infatti, quando le condotte del sistema fognario che portano al collettore circumlcuale non possono più smaltire la portata d’acqua mista, entrano in funzione i famosi sfioratori che rilasciano nel reticolo superficiale enormi quantità di acque di fogna che, benché in dosi molto diluite porteranno al lago grandi quantità di elementi inquinanti come batteri fecali e nutrienti come azoto e fosforo e tutti i micronutrienti che perpetueranno la condizione di ipertrofia e di non balneabilità delle acque lacustri.
La separazione della acque nere reflue da quelle bianche delle piogge comporteranno, inoltre, una maggiore efficienza degli impianti di depurazione che, essendo una sorta di forzatura dei naturali processi di decomposizione operati dai batteri, mal gradiscono variazioni repentine delle concentrazioni di reflui che sono poi la “pappa” dei batteri risanatori delle nostre care e limpide acque.
Certo un simile intervento (che si sarebbe dovuto fare già trenta/quaranta anni fa) ha costi ben superiori alla somma messa oggi in gioco dalla Regione ma se mai si comincerà mai si potrà avviare l’effettivo risanamento del nostro amato lago che, comunque, potrà avvenire, a mio modesto avviso, nella migliore delle ipotesi, tra molti lustri e non certo in un paio di anni.
Da non dimenticare, infine, il destino delle acque così dette “bianche” e che tali non sono affatto, almeno quelle di “prima pioggia” che, dilavando tetti e strade, portano con loro contaminanti vari e che andrebbero, comunque, trattate a parte. Ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo più avanti.
Valerio Montonati Agronomo
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