L’omaggio dell’Insubria a Gianluigi Bennati
La mostra al Rettorato dell’Ateneo inaugura le attività del Centro di ricerca sulla Storia dell’arte contemporanea dell’Università
«Aprire l’Ateneo a tutta la cittadinanza e portare il bello anche nella quotidianità» con queste parole il Magnifico Rettore dell’Università dell’Insubria Angelo Tagliabue ha introdotto il nuovo progetto che ospiterà negli ambienti del Rettorato una serie di mostre d’arte, dopo la felice esperienza dell’inaugurazione venti anni fa, replicata lo scorso anno.
La potente e poetica scultura di Gianlugi Bennati segna l’inizio di questa rassegna in un dialogo con lo spazio articolato tra l’androne di ingresso, le scale e la manica di collegamento tra gli uffici e le aule.
Un doveroso omaggio a questo artista milanese, ma varesino d’adozione, che in un Novecento dominato dall’astrattismo rimase fede alla rappresentazione della realtà con un affondo profondo al tema dell’uomo e della sua esistenza.
«L’opera di Bennati si qualifica in modo diverso dall’arte a lui contemporanea – spiega Andrea Spiriti – il suo è un realismo vigoroso, a tratti espressionista, una sfida alla comprensione espressiva di una tensione personale che assume sovente tratti drammatici».
L’allestimento semplice ed efficace, curato dalla professoressa Laura Facchin, tiene conto degli spazi non museali ma comunque ricchi di storia e vissuto quotidianamente da studenti e professori.
Bennati è già presente nella collezione permanente dell’Università con due opere importanti donate in occasione dell’inaugurazione dell’Ateneo e della mostra collettiva dello scorso anno.
«Accostarsi alla produzione plastica e figurativa di Bennati significa immergesi in una ricerca – spiega il curatore Massimiliano Ferrario – che appare orientata verso un solo baricentro totalizzante: l’uomo. Il rapporto viscerale con la materia spesso carico di impeto e drammaticità traduce vivamente il portato autobiografico dell’artista. Alla base della selezione dei trent’un lavor tra sculture, disegni, incisioni e un dipinto, vi è la volontà di descriver ela duplice essenza, individuale e sociale, dell’arte. Profondamente introspettiva da un lato, pubblica e comunitaria dall’altro».
La mostra tiene, per così dire, a battesimo la nascita del del nuovo Centro di ricerca sulla Storia dell’arte contemporanea (Crisac) dell’Insubria diretto da Andrea Spiriti, nato con l’obbiettivo tra gli altri di promuovere la ricerca teorica e applicata della storia dell’arte italiana dalle Avanguardie Storiche ad oggi, la storia dell’arte dell’area insubre (in specifico, le attuali territorialità provinciali di Varese e Como, oltre ai rapporti con il Canton Ticino elvetico), con particolare attenzione alla fase storica post 1945.
Il prossimo appuntamento sarà la mostra dedicata ad Ambrogio Pozzi.
GIANLUIGI BENNATI
Arte come catarsi esistenziale
Fino al 19 luglio
Rettorato Università dell’Insubria
Via Ravasi 2, Varese
Orario: dal lunedì al venerdì 8-19
www.uninsubria.it
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