La Carrozzeria Orfeo ottiene due riconoscimenti al Premio Le Maschere del Teatro Italiano
“Migliore autore di novità italiana” andato al cazzaghese Gabriele Di Luca per Cous Cous Klan e “Migliore attrice non protagonista” assegnato a Beatrice Schiros nella manifestazione che premia gli artisti e gli spettacoli protagonisti della scorsa stagione teatrale
Due riconoscimenti al Premio Le Maschere del Teatro Italiano per la Carrozzeria Orfeo, compagnia che da anni porta in tutta Italia, e anche a Varese, i suoi spettacoli. La manifestazione premia gli artisti e gli spettacoli protagonisti della scorsa stagione teatrale.
Al Teatro Mercadante di Napoli, con tanto di vetrina televisiva su Rai Uno con la conduzione di Tullio Solenghi, la Carrozzeria Orfeo ha portato a casa i riconoscimenti per “Migliore autore di novità italiana” andato a Gabriele Di Luca per Cous Cous Klan e “Migliore attrice non protagonista” assegnato a Beatrice Schiros sempre per Cous Cous Klan, regia G. Di Luca, M. Setti, A. Tedeschi.
Un successo che si somma ai tanti risultati ottenuti in questi anni, premi della critica, ma anche e soprattutto premi di un pubblico che segue la Carrozzeria Orfeo, riempiendo i teatri di tutto lo stivale. Nata nel 2007 su iniziativa di Gabriele Di Luca con Massimiliano Setti e Luisa Supino, la compagnia Carrozzeria Orfeo ha prodotto spettacoli premiati come “Robe dell’Altro Mondo” (2012), “Thanks for Vaselina” (2013), “Animali da Bar” (2015) e “Cous Cous Klan” (2017).
Gabriele Di Luca, classe 1981, origini pesaresi, ma nato e cresciuto a Cazzago Brabbia, si è formato a Udine dove si è diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica: quando non gira l’Italia per i suoi spettacoli vive ancora nel Varesotto, dove insegna anche recitazione.
«È stato bello ed emozionante – racconta Di Luca -. Questo è premio più “formale” del teatro italiano, ci sono tutti e ci si confronta apertamente: io mi aspettavo, forse lo desideravo, il premio per la regia, ma sono felicissimo di questo riconoscimento come novità italiana. Credo sia un premio anche molto simbolico, che rappresenta una rottura con il passato. Fino a qualche tempo fa era impensabile che uno spettacolo con temi e linguaggio forti potesse ambire ad un obiettivo simile, così come era impensabile che potesse riempire teatri di altro livello. Sono molto contento anche per Beatrice: si merita questo premio, è una vera fuoriclasse del teatro italiano, a 52 anni, dopo una carriera ricca di riconoscimenti, era giusto che arrivasse anche questo suggello. Con la Carrozzeria Orfeo nell’ultimo anno abbiamo messo in scena 120 repliche in tutta Italia, ricominceremo a ottobre fino a marzo. Il 10 settembre poi “Thanks for Vaselina” sarà per la prima volta a Barcellona al Teatro Nazionale per la versione spagnola, un altro aspetto che ci riempie di orgoglio. Novità? A marzo/aprile sarà pronto il nuovo lavoro che debutterà a giugno. Un ringraziamento va alla compagnia tutta e una bella pacca sulle spalle a me».
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