Al via il progetto scolastico Includi, Gallarate capofila
Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, prevede un insegnamento innovativo per ragazzi con DSA
“Il comune di Gallarate è capofila di un progetto europeo che cambierà il metodo d’insegnamento di inglese. E che potrebbe essere applicato anche alle altre materie”. Alle scuole Ponti di Gallarate è stato presentato il progetto INCLUDI, nato per aiutare gli studenti con difficoltà di apprendimento (le persone con DSA, Disturbi Specifici di Apprendimento).
Ideato dalla dirigente comunale Manuela Solinas, il progetto prevede diversi partner: l’università Cattolica di Milano, Anffas, l’Asst della Valle Olona, il Canton Ticino e ovviamente il comune di Gallarate. ”Tra i 19 progetti di questo tipo presentati all’Unione Europea – spiega Michele Pavan, borsista di ricerca per il progetto INCLUDI – ne sono stati finanziati solo sette: il nostro è uno di questi”.
Ma di cosa si tratta INCLUDI? “È un progetto – continua Pavan – che prevede un diverso insegnamento della lingua inglese, con una particolare attenzione alle persone con DSA. Dopo le prime fasi di ricerca e studio dei metodi di insegnamento alternativo (già avvenuta, ndr), a maggio inizierà la formazione dei docenti”.
Il metodo utilizzato sarà quello della flipped classroom, la classe capovolta: uno stravolgimento della classica lezione frontale, che prevederà più confronto tra alunni e insegnante. E come ricordano i docenti dell’istituto Ponti Paolo Giannetti e la vicepreside Nadia Pisoni, “è già utilizzato qui da noi, con buoni risultati”.
Il progetto sarà applicato in tutte le scuole gallaratesi, dalle primarie fino al terzo anno di superiori, in base alle richieste: dopo la certificazione dei disturbi dell’apprendimento – che si può fare gratuitamente in ospedale durante quest’anno – le famiglie che vorranno prendere parte a INCLUDI potranno fare richiesta alla propria scuola. Dal 2021 inizierà la parte comunicativa: dopo l’allestimento del sito web, saranno organizzati incontri e conferenze per fare il punto sul progetto, su cui l’Unione Europea ha finanziato in totale 1 milione di euro.
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