La Svizzera vieta manifestazioni con più di mille persone
Dopo l'aumento di casi positivi, il governo federale adotta un'ordinanza che impone regole che regolamentano gli eventi pubblici e privati
«La situazione sembra sfuggire di mano». La Confederazione elvetica adotta misure restrittive dopo l’aumento di casi positivi di coronavirus nel territorio elvetico. Questa mattina sono 15 i casi positivi e cento le persone in isolamento. Non c’è ancora un contagio conclamato in Svizzera di persone che hanno contratto virus nella stessa Confederazione.
Per contenere la diffusione del virus è stata adottata un’ordinanza già in vigore che vieta in tutta la Confederazione manifestazioni con più di mille persone. La misura rimarrà in vigore sino al 15 marzo. Per quelle con una quantità minore di gente verrà decisa di volta in volta analizzando le condizioni di igiene dell’area e della fruibilità dell’evento. Il numero scelto come limite è legato alle capacità di poter effettuare eventuali indagini di contenimento e ristabilire la catena della rintracciabilità .
Non sono ricompresi in questa ordinanza i luoghi pubblici e aperti al pubblico dove è garantita la mobilità e la possibilità di tutela dell’igiene.
La linea adottata è quella di garantire sempre la salubrità degli ambienti e la possibilità di adottare misure igieniche in grado di garantire la salute dei cittadini.
Si tratta di una ordinanza che rispetta le linee indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità.
La situazione è comunque monitorata costantemente ed è correlata a livelli diversificati di gravità. Nel caso dovesse scattare l’emergenza si potrà arrivare a chiudere città e chiudere frontiere. In questo momento si è soltanto in una situazione particolare e ai primi livelli dello stadio. Qualsiasi decisione ulteriore andrà vagliata in base alle reali situazioni: la Svizzera è un paese piccolo che poggia su forza lavoro che giunge da altri paesi. Molti lavoratori garantiscono le attività degli ospedali: in questo caso la chiusura comporterebbe pesanti ripercussioni anche sul sistema sanitario. Sul piatto ci sono molte questioni che vanno vagliate e soppesate.
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