
A Gorla Maggiore è Maria Rita Colombo il candidato sindaco di “Qui progetto Gorla”
E' stata presentata nel pomeriggio di giovedì 30

Il sogno della lista “Qui progetto Gorla” è quello «di una comunità diversa dove al posto della divisione regnasse l’unione e la condivisione di idee con l’intento di dare una mano al proprio paese – ha esordito Emanuele Pisani, che fa parte del comitato promotore della formazione – Ecco perché abbiamo bisogno di un “direttore dei lavori” capace, competente, con un’esperienza pluriennale da mettere a servizio del paese».

E continua: «Non si tratta di un direttore imposto, ma scelto con criterio poiché conosce il passato, la storia, i cambiamenti di Gorla Maggiore che l’hanno portata ad essere quella che è oggi. E non vedo perché questa svolta che necessitiamo di dare al paese non debba avere al timone una donna: Maria Rita Colombo».
Ascolto, dialogo, partecipazione, condivisione, valorizzazione e collaborazione sono infatti le parole chiave del progetto politico della candidata Colombo, che nella presentazione della sua lista ha voluto concentrarsi su problemi riguardanti il centro storico, le attività commerciali e i giovani.
Il desiderio è quello di far vivere la piazza attraverso la gente «che dialoga, scambia idee, opinioni, che crea la rete di cui abbiamo bisogno. Il nostro è un centro storico spopolato – ha ammesso la candidata – Sono belle le case residenziali della periferia, ma forse bisogna recuperare anche il centro».
E continua con una serie di interrogativi: «Forse le case costano troppo e allora perché non rivalutare il centro storico pensando ad alloggi per le giovani coppie? Inoltre, il centro storico costituisce la culla degli artigiani, dei commercianti e di tutte le piccole imprese. Perché, dunque, non far nascere delle attività a Gorla? Perché dobbiamo rassegnarci a spostarci per andare a fare degli acquisti?».
La candidata ha anche parlato di ulteriori idee e risorse di Gorla su cui vorrebbe lavorare: di «Gorla Estate, che è da almeno 5 anni che non viene organizzato; della risorsa culturale rappresentata dal teatro attrezzato e del Palazzo dell’Assunta che si potrebbe sfruttare come centro sociosanitario».
Sull’importanza della condivisione, centrale nel suo progetto, ha concluso evidenziando che «non è detto che le idee proposte vengano apprezzate da tutti i cittadini. Per questo abbiamo bisogno dell’opinione di tutti e che tutti noi crediamo in una svolta».
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