108 anni fa a Vizzola Ticino la prima donna pilota di aerei
Nella scuola di volo diretta dall'ingegnere Giovanni Caproni, Rosina Ferrario fu la prima donna in Italia a conseguire il brevetto di volo
Esattamente 108 anni fa, nella scuola di volo di Vizzola Ticino, Rosina Ferrario fu la prima donna italiana a ottenere il brevetto di volo.
Nata a Milano in un’agiata famiglia borghese, Rosina Ferrario era grande appassionata di sport e montagna, e non si tirò mai indietro dall’inseguire quelli che un tempo erano considerati privilegi maschili: come guidare un’automobile, ma soprattutto solcare i cieli impugnando la cloche di un aeroplano.
Il percorso non fu tra i più facili. Rosina Ferrario si iscrisse nel 1911 in una scuola di volo di Taliedo (Milano), ma fu costretta ad abbandonare per l’assenza di velivoli idonei. L’anno successivo l’aspirante aviatrice decise quindi di entrare alla scuola di volo di Vizzola Ticino, diretta dall’ingegnere Gianni Caproni (imprenditore tra i più importanti pionieri dell’aviazione).
E fu proprio lì che in quel freddo venerdì 3 gennaio 1913 Rosina Ferrario ottenne il brevetto e divenne la prima pilota di aerei donna in Italia (e l’ottava al mondo).
Da quel momento in poi, Rosina Ferrario partecipò a diverse manifestazioni e voli dimostrativi in tutto il Paese. Si ricorda la pioggia di garofani rossi fatta cadere sulla folla al Meeting aviatorio di Napoli (aprile 1913); Il volo su Bergamo in occasione della visita del Re Vittorio Emanuele III (23 settembre ); la settimana successiva su Milano in occasione di una gara motociclistica di beneficenza; e il 9 ottobre 1913 a Como dove si tenne la prima edizione del Circuito dei Laghi Italiani.
Con l’arrivo della Prima guerra mondiale tutti i piloti amici di Rosina Ferrario partirono per il servizio militare. Anche lei avrebbe voluto rendersi utile, e si rese disponibile per pilotare i velivoli del soccorso militare. La sua domanda venne però respinta perché donna. La giovane aviatrice però non si arrese e fece domanda per entrare in un corso di perfezionamento per volontari piloti. Domanda respinta. Rosina Ferrario decise allora di scrivere al Ministro della Guerra per chiedere di essere inserita nel corpo aeronautico. Fu il Ministro stesso a risponderle che non fosse previsto “l’arruolamento di signorine nel Regio esercito”.
Finita la guerra, Rosina Ferrario non si approcciò più al mondo del volo, convinta che i nuovi velivoli mancassero di quel romanticismo che l’aveva spinta a conseguire il brevetto. Si sposò con l’imprenditore Enrico Grugnola, e con lui gestì lo storico Hotel Italia di piazzale Fiume a Milano. Il 23 gennaio 1943 il Ministero dell’Aeronautica le concesse la Medaglia di benemerenza per i pionieri dell’aeronautica.
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