Laveno, l’ultima partita a calcetto sul campo della “40 Ore”
Anche i campi vanno in pensione, rimpiazzati da quelli per il padel. Al CiLa Club la partita di addio con gli "Intramontabili" che per 23 anni non hanno mancato un appuntamento con il pallone
Presi d’assalto dalla moda del momento, il padel, al giorno d’oggi anche i campi da calcio a cinque vanno in pensione. Lasciando senza “terreno di gioco” chi, su quel rettangolo verde in erba sintetica, ha trascorso centinaia di ore in compagnia, tra un dribbling e una papera, tra un tiro all’incrocio e una svirgolata, senza mai venire meno alla passione per il pallone e l’amicizia.
E così, anche un campetto destinato a cambiare sport è diventato motivo di celebrazione: accade a Laveno, in un luogo – il Cila Club – che è caro a tantissimi sportivi della zona perché quella struttura ha visto nascere, crescere e diventare un vero fenomeno sociale la celebre “40 Ore” che per tanti anni si è disputata nel pieno del mese di luglio.
Tra chi, fin dal 1998, calcava l’erba sintetica del campo da calcetto al Cila, anche un gruppo di appassionati di Laveno e dintorni che con il passare degli anni ha – a ragione – assunto il nome degli “Intramontabili”. Due volte alla settimana, al lunedì e al giovedì, in questi 23 anni la comitiva ha regolarmente “timbrato” la propria presenza sul rettangolo di gioco, con obbligo di partecipare per tutti nella giornata del 26 dicembre e concludere anche il giorno di Santo Stefano con un doveroso aperitivo. Naturalmente – ma chi ha la passione per lo sport lo dà per scontato – le intemperie e la neve hanno sempre fatto parte del gioco e quindi il termine “campo impraticabile” non è mai esistito fino in fondo.
E così, una volta “assorbita” la ferale notizia della dismissione del campo a favore del padel, gli Intramontabili si sono ritrovati per un’ultima grande partita. Lo scorso 16 luglio si è quindi disputato l’ultimo incontro con i giocatori supportati da mogli e figli e con la regolare presenza dell’arbitro Luca Ruspini a dare un tocco di ufficialità al match. Ancora una volta – raccontano i presenti – rispetto, divertimento e spirito di appartenenza l’hanno fatta da padrone tanto che il risultato finale non è stato comunicato…
«Tutto è nato per gioco. Poi il gioco è pian piano venuto meno ma è restata una profonda amicizia condita da tornei, cene, campionati, cene, sfide, cene, 40 ore, cene, finali a Cesenatico, cene… Sì le cene sono state una costante, per terminare sempre e comunque le nostre avventure con un festeggiamento. Il tutto grazie a Bruno, Cinzia e al CiLa Club e alla loro intraprendenza. Ogni iniziativa ha fatto da traino alla nostra voglia di condivisione al di là del fattore sportivo, sempre incentrata sullo stare insieme».
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