Da vittima di furto a ladro, assolto un 46enne di Gallarate
La vicenda paradossale si è conclusa con l'assoluzione dopo due anni tra indagini e processo. Era stato derubato del telefonino che stava cercando di vendere tramite un negozio dell'usato
Due anni e sette udienze per definirlo innocente. Così un uomo di Gallarate di 46 anni (un solo precedente nel 2013 per resistenza perchè dopo un incidente i vigili volevano ammanettarlo, ndr) è uscito per l’ultima volta dall’aula del tribunale di Busto Arsizio dove ha subito un processo per un furto che non aveva mai commesso.
Secondo chi ha indagato avrebbe rubato, insieme ad un complice, il telefonino che stava cedendo in conto vendita ad un negozio dell’usato. L’avvocato Ermanno Talamone aveva chiesto l’assoluzione e anche il pm e così il giudice Veronica Giacoia lo ha assolto perchè il fatto non sussiste.
Tutto è iniziato nel 2019 quando decise di provare a vendere uno smartphone che aveva ricevuto in regalo come premio produzione per il lavoro svolto nella società in cui lavorava all’epoca: «Mi è capitato più volte di vincere oggetti di elettronica che poi cercavo di rivendere perchè non mi servivano – racconta – e per questo conosco anche tutti i mercatini dell’usato della zona. Anche quel giorno non avevo fatto nulla di diverso dal solito: ero andato in uno di questi negozi e ho sottoscritto un contratto per vendere un telefonino e un power bank. Mentre eravamo nell’ufficio del commerciante per firmare, qualcuno è entrato nel negozio e ha rubato il telefonino che era rimasto sul bancone».
A quel punto vengono chiamati i Carabinieri che, d’accordo col proprietario del negozio, stabiliscono un rimborso di 50 euro per il 46enne a cui era stato rubato il telefono. Partono delle indagini e da vittima, il gallaratese, si trasforma in complice di un individuo che in altre occasioni sarebbe stato visto entrare prima o dopo l’imputato. L’indagine prosegue e scaturisce in una denuncia per furto ai suoi danni: «L’uomo identificato dagli inquirenti non l’ho mai conosciuto in vita mia – ha raccontato – e dalle successive verifiche si è scoperto che non era quello che avrebbe rubato il mio telefonino».
Dopo diverse udienze, infine, tutte le parti si sono convinte che la vittima del furto non era il ladro ed è arrivata la sentenza di assoluzione. Soddisfatto il legale del 46enne: «Se il mio cliente si fosse messo d’accordo con qualcuno per far sparire il telefono dovrebbe essere accusato di truffa e non di furto. Già questo è sufficiente a chiedere ed ottenere l’assoluzione».
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