L’accoglienza degli ucraini a Gallarate, tra partite di calcio e merende
Numerose le iniziative del Centro della Gioventù gallaratese, dal corso di italiano alle domeniche di gioco insieme. "La guerra non è più un insieme di notizie, ma volti, storie e persone", racconta don Simone
«Ho conosciuto una famiglia ucraina appena arrivata con quattro figli. Domani pomeriggio possono venire a giocare a calcio in oratorio?». Da questo messaggio arrivato ormai quasi un mese fa è iniziata l’accoglienza del “Centro della Gioventù” di Gallarate ai ragazzi ucraini e le loro famiglie.
«Inizialmente tutto è avvenuto in maniera spontanea – racconta don Simone Arosio, responsabile dell’oratorio del centro di Gallarate – ragazzi e adulti hanno iniziato ad andare in oratorio alla ricerca soprattutto di un luogo per il gioco dei più piccoli e un aiuto per imparare la lingua italiana».
Il corso di italiano
«Dopo aver compreso i bisogni di questi ragazzi che arrivano da noi, ci siamo immediatamente attivati in sinergia con la Caritas, con
l’associazione Asa (che organizza un doposcuola per aiutare i ragazzi con i compiti) e con la società sportiva dell’oratorio». Una decina di adulti frequentano il corso di italiano, 5-6 bambini hanno iniziato a studiare la nostra lingua grazie alle volontarie dell’Asa; alcuni
ragazzi sono già stati regolarmente tesserati nella società sportiva dell’oratorio e hanno disputo le prime partite di campionato.
La festa in oratorio
Ma la vera sorpresa è avvenuta la scorsa domenica 27 marzo: «Avevamo fatto circolare un invito a tutti i ragazzi ucraini a venire in oratorio per un momento di festa – racconta don Simone – ma non ci aspettavamo che in 20 rispondessero». Molti ragazzi accompagnati da mamme e da nonne, insieme alle famiglie ospitanti, sono arrivati in oratorio dove sono stati accolto in maniera festosa dai ragazzi
del Centro della Gioventù. Ogni ragazzo ucraino ha ricevuto una fascia di benvenuto dagli animatori dell’oratorio.
«Noi ragazzi di Gallarate abbiamo cantato come segno di benvenuto l’inno italiano e, poi, i ragazzi ucraini con le loro famiglie il loro inno nazionale; è stato un momento molto toccante perché alcune mamme ucraine avevano il volto rigato dalle lacrime», racconta Riccardo, animatore diciannovenne. Un bambino delle elementari era stupito per il fatto che ci fossero solo donne con bambini, senza i padri rimasti in Ucraina a combattere: «Marco mi ha detto: i papà non c’erano perché erano a combattere per la loro patria. Chissà come sono preoccupati questi bambini», continua il parroco, «perché ormai la guerra, al Centro della Gioventù di Gallarate, non è più un insieme di notizie, ma sono volti, storie e persone da accogliere».
Successivamente il prevosto don Riccardo Festa ha salutato i presenti invocando in nome della Madonna una speciale benedizione. Il pomeriggio è proseguito con una grande merenda e tanti giochi insieme.
«Vogliamo replicare questo momento di gioco per i ragazzi ucraini ogni domenica pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00 presso il Centro della Gioventù in centro a Gallarate», spiega don Simone mentre lancia un appello: «Chiediamo un aiuto per diffondere questo invito alle famiglie che ospitano i ragazzi ucraini sia a Gallarate che nei comuni vicini. Riteniamo che sia importante offrire un luogo dove i ragazzi ucraini possono incontrare i loro connazionali, ma anche conoscere nuovi amici italiani».
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