In 250 al cinema Lux di Busto Arsizio per “A riveder le stelle”
Affluenza record per il docufilm sull'emergenza climatica. A sorpresa si presenta in sala il regista Emanuele Caruso
La coda di persone fuori dalla piccola entrata del cinema Lux di Sacconago era lunghissima. Alla fine della serata i responsabili della sala conteranno ben 250 spettatori. Niente male, per una proiezione del giovedì sera in un cinema di periferia. È un fenomeno che si ripete ogni volta che fuori da una sala compare la locandina del docufilm “A riveder le stelle” del regista Emanuele Caruso, già autore del film “La terra buona”, un lavoro che parla del cambiamento climatico e del futuro che ci attende.
È stato girato interamente con attrezzature sostenibili, due smartphone e un drone, in Val Grande, nel Verbano Cusio Ossola, l’area wilderness più estesa d’Europa. Oltre 150 chilometri quadrati di natura selvaggia e incontaminata.
I protagonisti del docufilm sono due attori famosi, Maya Sansa (La meglio gioventù) e Giuseppe Cederna (Mediterraneo), l’epidemiologo Franco Berrino e quattro persone comuni che insieme attraversano in sette giorni la valle, alla ricerca di se stessi e per dare un senso a un mondo che sembra avviarsi nemmeno troppo lentamente alla catastrofe ambientale.
Il docufilm è stato terminato nel 2020 ma al momento di uscire nelle sale è scoppiato il Covid e così regista e produzione – indipendente – resistendo al richiamo dello streaming, hanno aspettato la riapertura delle sale cinematografiche per farlo vedere al pubblico.
Al cinema Lux, dopo l’affluenza record, si è verificato un secondo “miracolo“. Al termine della proiezione si è presentato il regista in carne e ossa che, di ritorno da un incontro a Milano e avendo ricevuto la notizia dei 250 presenti in sala, ha fatto una deviazione per Sacconago. «L’idea era di lasciare un piccolo seme di consapevolezza alle persone – ha detto Emanuele Caruso – Se voi riuscite questa sera a portarvi a casa un piccolo semino da innaffiare e fare nascere un germoglio, allora l’intento è riuscito».
“Cellulari, un drone e l’energia solare, così abbiamo girato il nostro film in Val Grande”
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