Guerra in Ucraina: fosse comuni a Bucha dopo la ritirata dei russi
Centinaia di cadaveri di civili, alcuni torturati e con le mani legate fucilati per strada o sepolti alla spicciolata. Kiev parla di genocidio
L’esercito russo in ritirata si lascia alle spalle orrori e atrocità: a Bucha, città satellite di Kiev reparti dell’esercito ucraino hanno liberato la città e trovato i segni del massacro: cadaveri di civili per strada freddati mentre camminavano, e fosse comuni nei boschi. In tutto le vittime, nella sola Bucha, sarebbero oltre 400.
Il governo ucraino parla di genocidio, mentre Mosca nega, affermando che si tratta di una provocazione degli ucraini per bloccare i negoziati.
Le notizie di esecuzioni sommarie lasciano gli occidentali inorriditi che rilanciano l’ipotesi di nuove e più incisive sanzioni anche energetiche contro la Russia di Putin, mentre aumenta il pressing per un’inchiesta indipendente. Stando alla ministra della difesa tedesca Christine Lambrecht, l’Ue dovrebbe discutere lo stop all’importazione di gas russo.
Intanto sul terreno la tensione resta altissima. Secondo l’esercito ucraino, la Russia sta mobilitando altri 60.000 soldati per ricostituire le unità perse nella guerra. Un conflitto che ha causato dal suo inizio la morte di 1.417 persone, tra cui 59 bambini e 2.038 feriti, secondo l’ultimo conteggio dell’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr)
(foto Dmytro Kuleba ministro affari esteri Ucraina)
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