“Ha investito un ciclista”, ma non era lei: assolta parrucchiera di Azzate
I fatti il 6 maggio 2018 quando un testimone convinto di avere visto tutto mandò nei guai la persona sbagliata
Il ciclista finisce a terra, ferito, con 8 giorni di prognosi, travolto da un’auto pirata, una Peugeot 205 (nella foto una macchina dello stesso modello), che viene notata da un anziano.
L’uomo, dopo aver prestato le prime cure al ferito si trasforma in “super giustiziere” e si mette a cercare l’auto, che trova ad Azzate. Peccato che solo il modello corrispondesse, dal momento che in giudizio è stato dimostrato che la donna alla guida, proprietaria della macchina, in quel momento fosse a Varese a pettinare una bimba per la prima comunione, bambina poi accompagnata in chiesa proprio al momento dell’incidente, le 9.35 dell’8 maggio 2018.
In quel frangente infatti un’auto, appunto una Peugeot 205 vecchio modello stava travolgendo un uomo di 38 anni poi subito soccorso, lungo la provinciale che da Azzate porta a Mornago. Un signore vede la scena e si ferma a soccorrere il malcapitato ma “con la coda dell’occhio” nota anche l’utilitaria color grigio che se ne va. A quel punto parte la ricerca che si concretizza col ritrovamento dell’auto in una via di Azzate: viene fatta la foto della targa e poi chiamati i carabinieri che avviano l’azione penale fino al processo per la sospettata, una donna di 35 anni di professione parrucchiera, indagata per omissione di soccorso ma oggi assolta “per non aver commesso il fatto”, difesa dall’avvocato Augusto Basilico che ha ricostruito la storia e dimostrato l’estraneità della su cliente rispetto ai fatti contestati: l’auto a un primo esame dei carabinieri non risultava tra l’altro ammaccata e mancavano i tradizionali segni da “cancellatura” nei possibili punti di impatto col manubrio della bici.
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