“Rifornitevi da noi”, arrestato capo degli spacciatori che inviava messaggi pubblicitari su Whatsapp
Le indagini erano partite nell'ottobre 2016 quando una ragazza, dopo aver acquistato la consueta dose di cocaina, era stata bloccata e poi ripetutamente palpeggiata dagli spacciatori
Era a capo di uno dei tre gruppi di spacciatori attivi del bosco della droga di Lainate (Milano) e in grado di inviare su WhatsApp 1.400 messaggi “pubblicitari” ad altrettanti clienti per invitarli a rifornirsi da lui e dai suoi complici. Il gup di Milano, Guido Salvini, ha condannato con rito abbreviato Mohamed Benabla, 37enne marocchino, a una pena di 18 anni di reclusione. Oltre a lui il giudice ha emesso altre tre condanne in abbreviato e otto sentenze di patteggiamento.
L’inchiesta dei carabinieri di Monza e di Milano, coordinate dal pm della Dda Gianluca Prisco, era culminata nel maggio 2021 con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 32 pregiudicati (22 di origine marocchina, due tunisini e sei italiani) accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione di auto e armi ed evasione.
Le indagini erano partite nell’ottobre 2016 quando una ragazza, dopo aver acquistato la consueta dose di cocaina, era stata bloccata e poi ripetutamente palpeggiata dagli spacciatori nordafricani, che nell’occasione erano anche armati di pistola. Da quello spunto investigativo, anni dopo, gli investigatori dell’Arma era arrivati a sgominare tre bande di pusher magrebini, violenti e padroni del territorio, che avevano monopolizzato le aree boschive di via Garbagnate, via Lura e via Trattati di Roma, nel comune di Lainate.
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