Come valutare il rendimento di un conto deposito
l conto deposito è un prodotto finanziario particolarmente apprezzato dagli italiani
Il conto deposito è un prodotto finanziario particolarmente apprezzato dagli italiani. La motivazione principale è correlata allo scarso rischio di questo tipo di prodotto di risparmio, che propone un preciso rendimento annuale sulle somme depositate sul conto. Per valutare l’effettivo rendimento ottenibile con un conto deposito è necessario comprendere sia come funziona questo tipo di prodotto, sia verificare le offerte disponibili presso la singola banca.
Come funziona un conto deposito
Il funzionamento di questo prodotto di risparmio è abbastanza semplice; il cliente apre il conto e vi deposita le somme che preferisce, solitamente senza la necessità di raggiungere cifre prestabilite. Vi sono due differenti tipologie di conto deposito: senza vincolo o con vincolo. Il conto senza vincolo permette di prelevare le somme depositate ogni volta che lo si ritiene necessario; chiaramente si otterrà il rendimento prestabilito solo per il periodo in cui il capitale è rimasto sul conto. Un conto deposito vincolato prevede invece che si lasci il capitale sul conto stesso per un preciso periodo di tempo; se lo si preleva in anticipo, in pratica interrompendo il vincolo, si perde l’interesse maturato. Ci sono poi particolari proposte che riguardano le specifiche offerte delle banche; ad esempio, ci sono banche che prevedono vicoli di durata che parte dai 12 mesi, mentre altri ne prevedono solo di più prolungati. Vincolare il capitale permette di ottenere un rendimento leggermente più elevato, è però chiaramente una scelta che sta al singolo soggetto.
Come si calcola il rendimento
Nel momento in cui si attiva un conto deposito si ottengono le condizioni proposte per quanto riguarda il rendimento offerto dalla banca. Che, come abbiamo visto, dipende dalla banca che si sceglie, ma anche dall’eventualità di vincolare o meno il capitale e dalla durata di tale vincolo, se presente. Il rendimento proposto è lordo e calcolato sull’anno solare. Spesso il rendimento lordo è offerto per somme che non superano un tetto ben specificato, oltre il quale il rendimento è in genere inferiore.
Per effettuare un calcolo preciso dell’effettivo rendimento che si può ottenere si deve quindi tenere conto di vari elementi, tra cui anche la tassazione. L’imposta di bollo è una tassazione dovuta dal cittadino allo stato, la banca paga tale tassa a nome e per conto del cliente; in particolare sui conti deposito l’imposta di bollo è pari al due per mille della somma depositata. Oltre a questo, è bene ricordare che è prevista una ritenuta fiscale sugli interessi attivi maturati sul conto deposito, pari al 26%. Sono disponibili online appositi strumenti che permettono di fare un rapido calcolo del rendimento lordo annuo ottenibile con un conto deposito.
Le spese per il conto deposito
Oltre alla tassazione è importante per chi decide di aprire un conto deposito considerare anche le eventuali spese di gestione. Tale variabile dipende strettamente dalla banca cui ci si rivolge, in quanto alcune banche non richiedono alcuna spesa per l’apertura del conto, la chiusura e la sua gestione. Altre invece richiedono somme da saldare anche per tali voci. I conti deposito più interessanti sono ovviamente quelli a zero spese, che offrono la possibilità di modificare i vincoli o di controllare la situazione dei rendimenti direttamente online. Un elemento importante da valutare è anche l’eventuale presenza di
penali in caso di prelievo di somme vincolate. In alcuni casi chi ritira le somme vincolate prevede semplicemente l’applicazione del tasso corrisposto su un conto non vincolato, da calcolare solo per il periodo di giacenza delle somme stesse sul conto.
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