Certificato di rottamazione. Da chi viene rilasciato

I veicoli che rientrano in quelli “inquinanti” sono le auto, moto e vetture commerciali. Perfino quelle elettriche sono definite inquinanti, non a livello di emissioni tossiche esterne, ma per i componenti che posseggono

certificato energetico

I veicoli che rientrano in quelli “inquinanti” sono le auto, moto e vetture commerciali. Perfino quelle elettriche sono definite inquinanti, non a livello di emissioni tossiche esterne, ma per i componenti che posseggono. Anzi possiamo dire che oggi, qualsiasi vettura elettrica, offre il vantaggio e la sicurezza di non rilasciare emissioni tossiche, poiché non esegue alcuna combustione interna, però ha componenti elettrici e batterie che sono piuttosto difficili da smaltire.

Per riuscire ad avere una buona sicurezza in strada, diminuire i consumi e lo smog, ridurre la presenza delle polveri sottili, la legge richiede che ci siano dei controlli e delle revisioni. Queste garantiscono, in parte, un controllo, ma quando un’auto è vecchia e non rispetta più determinate caratteristiche o non ha alcun valore sul mercato, arriva il momento di farla rottamare.

La rottamazione avviene nei centri di demolizione specializzati, ma prima si deve seguire una procedura che interessa l’eliminazione e radiazione della sua “identità” fiscale.

Come ottenere il certificato della rottamazione?

Sicuramente rivolgersi ad una ditta specializzata nella demolizione o un centro di demolizione autorizzato, è il passaggio fondamentale per quanto riguarda proprio l’eliminazione fisica di una vettura. Però prima di arrivare allo smaltimento è necessario che procedere alla radiazione del libretto di circolazione, cancellazione dal PRA e in altre pratiche che garantiscono che non l’auto non ha più una sua “identità”.

Occorre quindi fare delle procedure tramite gli uffici della motorizzazione o dell’ACI. Per fortuna oggi i centri di demolizione hanno perfino degli uffici interni che si occupano di fare tutto il lavoro amministrativo.

Ovviamente se un utente non si fida o comunque vuole avere più informazioni utili, ecco che basta rivolgersi all’ufficio ACI della propria città. Ci sono dei costi da sostenere per svolgere la procedura e poi si devono attendere almeno 30 giorni per avere la verifica della radiazione della targa della vettura.

Dopo che avete avuto la cancellazione dal PRA, ci si rivolge ad un centro di demolizione. Questo professionista controlla che tutto sia in regola, solo dopo andrà a svolgere lo smaltimento. Però al cliente tocca comunque il certificato di rottamazione, cioè il documento che confermi e accerti che il veicolo è stato consegnato in un centro di recupero dei materiali e poi demolito in base alle normative e tutela ambientali.

Il certificato deve essere rilasciato immediatamente o al massimo in 15 giorni.

Che fine fa l’auto rottamata?

La verifica della rottamazione non è tanto il lavoro di smaltimento che viene effettuato sulla vettura, quanto piuttosto un certificato che confermi la radiazione poi la consegna in un centro di demolizione. Un utente che ha deciso di dover rottamare l’auto deve solo avere un certificato che sia rilasciato dal centro di demolizione stesso.

Poi sarà questo stabilimento a decidere cosa farne, se smontarla, recuperare pezzi di ricambio o consegnare il metallo a qualche azienda di recupero. Essa diventa quindi la responsabile di questa “immondizia ingombrante e speciale”. Solo che al cliente devono essere poi fornite tutte le garanzie e documentazioni legali che possano confermare che il cittadino abbia seguito l’iter.

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Pubblicato il 23 Luglio 2022
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